L’aeroporto cresce ancora presto un nuovo terminal
Numeri da record per il traffico passeggeri, ma la struttura d’estate va in crisi Il progetto della Geasar è già pronto, al via i lavori tra la fine del 2018 e il 2019
OLBIA. L'aeroporto incrementa i passeggeri, inaugura nuove rotte, estende il network estivo, punta all'allungamento della stagione e si scopre improvvisamente troppo piccolo. Nasce da un dato oggettivo l'esigenza di ampliare lo scalo, estendendosi lungo la direttrice est che porta verso la vecchia Aviazione generale e le palazzine Meridiana. «Parliamo di numeri straordinari che rischiano di mettere in crisi una struttura satura nei mesi di luglio e agosto – spiega Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar, la società che gestisce lo scalo Costa Smeralda – stiamo cercando di usare tutte le superfici a disposizione, ma stiamo già lavorando con l'Enac per un piano di ampliamento». A margine della presentazione del network estivo dei voli che decolleranno e atterreranno dall'aeroporto di Olbia (56 destinazioni dirette, con collegamenti verso 17 Paesi e 47 compagnie aeree coinvolte), emerge il grande progetto che prevede la nascita di nuovi "gate" di imbarco e sale passeggeri per gestire i flussi turistici in continuo aumento.
Lavori nel 2018 o 2019. Già pronto un progetto preliminare, modulato analizzando i dati operativi con i consulenti dell'aeroporto di Copenaghen. I lavori dovrebbero partire tra il 2018 e il 2019. «Ogni struttura aeroportuale deve essere modulata tenendo come punto di riferimento il comfort dei passeggeri – spiega Pippobello – attualmente sulla base dei nostri numeri siamo a un livello sopportabile, ma è necessario progettare nuovi spazi in relazione all'aumento del traffico». L'ampliamento e l'allungamento del molo imbarchi dell'aeroporto seguirà, dunque, la direzione est, l'unica possibile in quanto su quella opposta si troverebbe l'ostacolo della torre di controllo. In quel senso andranno dimensionate anche la viabilità e i parcheggi.
Numeri da record. Se l'anno scorso il Costa Smeralda aveva superato la barriera dei due milioni di passeggeri (2 milioni e 200 mila), per quest'anno è previsto un incremento dei posti vicino al 19%. L'aeroporto di Olbia è quello che, grazie all'ampliamento del network e al lavoro sulla stagione estiva, è cresciuto con un ritmo più alto con un + 5,5%, rispetto alla media nazionale del 4,5%, col sud Italia che si attesta al 2,2% e, infine, superiore agli altri scali sardi (Elmas è cresciuto del 2,3%).
Piano di sviluppo. Davanti a una crescita che si pensa (e si spera) costante, gli aeroporti non possono farsi cogliere impreparati sotto il profilo infrastrutturale. Più un auspicio, però, che la realtà. Se Olbia da questo punto di vista procede rapida, altrettanto non si può dire di Cagliari. Il problema sono i Piani di sviluppo aeroportuale, impigliati in ritardi e lungaggini burocratiche. Meritandosi un'entrata a gamba tesa dell'Enac. «La previsione di crescita nel prossimo ventennio costringe gli scali sardi a mettersi in regola con i Piani di sviluppo – spiega Marco Di Giugno, direttore Enac della Sardegna – ma Cagliari per esempio è immobile, con il piano fermo nonostante l'impegno in tal senso di Enac. Ho parlato con il presidente Pigliaru, bisogna che ci si muova in questo senso». Olbia è più avanti. Si era cominciato a lavorare al Piano nel 1999, ma rimane da convocare la conferenza di servizi con gli enti interessati. «Ricordo – dice ancora ancora Di Giugno – che l'Enac autorizza le concessioni solo in presenza di un Piano di sviluppo approvato».
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