Nizzi ritorna tra la gente: annullerò il Piano Mancini
Il candidato sindaco di FI inaugura la campagna elettorale in piazza Nassiriya Dura critica alla giunta Giovannelli: «Olbia non è mai stata così abbandonata»
OLBIA. Lo stile è quello di sempre. Scanzonato, tagliente e a tratti irriverente, da uomo del popolo. Inconfondibile marchio Nizzi. Forse rispetto al passato la piazza da cui inaugura la sua campagna elettorale non è così gonfia di gente. Ma Settimo Nizzi parla davanti a un centinaio di cittadini in piazza Nassirya con la stessa passione che metterebbe davanti a mille persone. Il candidato sindaco di Forza Italia non sceglie a caso il luogo del suo primo incontro con i cittadini. Quella piazza Nassiriya che il Comune deve comprarsi pagando mezzo milione di euro. Per l’amministrazione Giovannelli, chiamata dal giudice a saldare con mezzo milione di euro i terreni espropriati nel 2002 ai privati, la colpa è di chi governava allora. Accuse respinte. «Ero sindaco di una coalizione di centro destra – dice –, e lo ribadisco di centro destra perché a noi le cose mischiate non sono mai piaciute. Allora incaricammo i dirigenti di portare avanti gli espropri per realizzare una piazza che fosse punto di aggregazione per questo quartiere. Un cantiere realizzato con fondi comunali e regionali che ha dato lavoro a un sacco di persone. I privati fecero ricorso per poter ottenere qualche soldo in più. Ma i soldi per pagare questa operazione c’erano ed erano stati accantonati, come prevede la legge. Per due volte il dirigente chiese al giudice una proroga per ultimare la procedura di esproprio. Operazione giudicata irregolare dal tribunale che ha condannato il Comune a pagare il costo degli terreni più gli adeguamenti di anni. Sarà la Corte dei conti a stabilire le responsabilità, che non sono certo del sottoscritto come qualcuno vuole far credere».
Nizzi, immancabile slang italiano-gallurese, va poi all'attacco della maggioranza uscente. «Non hanno centrato nessun obiettivo – afferma –. La città non è mai stata così abbandonata. Sfido chiunque a dirmi una opera che questa amministrazione ha realizzato». Poi l'attacco al Piano Mancini, il piano anti-alluvione adottato dal Consiglio comunale con espropri allegati una manciata di giorni fa. «La vera calamità di questa città è quello scellerato Piano – affonda Nizzi –, nato dopo una disgrazia come l'alluvione che si poteva evitare. Il piano per il rischio idrogeologico, seppur senza Pittulongu e qualche altra piccola porzione della città, era stato depositato nel 2011. Ma è stato ignorato, poi nascosto in un cassetto. In due anni e mezzo da quell'evento tragico sono riusciti a partorire solo un piano non esecutivo che non mette al sicuro la città, ma la devasta ed espropria i terreni dei nostri concittadini. Se diventerò sindaco la prima cosa che farò sarà annullare il Piano Mancini».
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