«Basta consumare suolo: nuova vita a quel che c’è»
L’imprenditore dell’edilizia tra i fondatori del Pd con la tessera numero 1 «Ho chiesto io il confronto. Una donna alla presidenza del consiglio comunale»
OLBIA. Si occupa di edilizia, da costruttore. Ma nel suo orizzonte esclude altro consumo del suolo. Non c’è contraddizione? «Tutt’altro. Lavoro senza sosta e con serietà, ricercando il migliore risultato in quello che faccio. Prediligo il lavoro del team. Ritengo che ogni uomo debba lasciare qualcosa di buono a chi arriverà, rispettando la natura attraverso il progresso». Cosa è il progresso? Ecco la filosofia di Gianni Ricciu: «Rigenerare, riqualificare e riutilizzare: è il mio abito operativo». Ha studiato dai Salesiani, a Salerno. Geometra. «Mio padre avrebbe preferito l’università. Gli dissi: voglio lavorare subito». Imprenditore, direttore generale dell’impresa di famiglia che il nonno trasferì al padre e ora, a con settant’anni di storia, governata prevalentemente da lui
L’esperienza. Dal 1995 al 2016 una sequenza di postazioni nell’ambito amministrativo: consigliere comunale, assessore provinciale, componente del primo consiglio di amministrazione dell’Aspo. Ricciu non ha trascurato la politica in senso stretto: è stato il segretario della Margherita che traghettò quel partito verso la nascita del Pd, dove ha preso la tessera numero 1 a Olbia.
La corsa voluta. È vero che ha chiesto lei le primarie? «Per superare Pd1 e Pd2 le ho chieste con forza e ottenute, strumento democratico e utilissimo per indicare l’uomo che molto probabilmente guiderà la città nei prossimi cinque anni». Avendo chiesto la corsa non nega di sentire il profumo della vittoria, ma la prende con diplomazia: «Sono primarie vere, dove i competitori, con caratteristiche differenti, se la giocano alla pari». Vediamo le sue caratteristiche. «Si riassumono in due concetti: concretezza e sviluppo». Parla con piglio pratico da imprenditore: «In una città che vive dal Pil della piccola e media impresa, credo che possano essere una buona motivazione per sostenermi». Senza timori per l’esito? «A cinquant’anni non si possono avere timori».
Aperture politiche. Poi bisognerà affrontare le elezioni vere. Quale scenario vede per la Coalizione civica e democratica? «Credo che all’indomani delle primarie la coalizione possa attrarre altre forze importanti che stanno in città: indipendentisti, Altra Olbia e altre civiche che si stanno preparando a partecipare alle elezioni amministrative». Sembra l’applicazione locale del partito della Nazione di versione renziana.
«No. Valuto positivamente la tanta offerta politica. Il candidato vincitore delle primarie dovrà obbligatoriamente raccogliere la tanta e positiva offerta politica». Un grande contenitore? «Neppure. Ritengo che la città sia a un punto di svolta e abbia maturato l’improrogabile necessità di poter mettere a sistema tutte le forze propositive per la realizzazione del progetto per Olbia».
Il vestito internazionale. Gianni Ricciu disegna un progetto che parte dalla «necessità di dare appeal alla città». Il vestito è l’internazionalità. «Qualche giorno fa ho assistito alla convention della Geasar scoprendo che il prossimo anno si prevedono 300mila passeggeri in più al Costa Smeralda». Quindi? «Un’amministrazione all’altezza deve dare servizi al visitatore, proponendo le caratteristiche di accoglienza e genuinità del nostro popolo per cogliere il migliore risultato possibile in termini di flussi economici a beneficio di commercianti e aziende locali».
Centro polifunzionale. Non crede ci sia nulla da costruire, meglio dare nuova vita a ciò che esiste. «Il Molo Brin deve diventare il luogo d’incontro del turismo, il museo gestito in modo manageriale, coinvolgendo le associazioni di categoria». Pensa a un Centro direzionale multifunzionale, nel quale gli operatori del turismo possano vendere i propri prodotti sulla base di un disciplinare che ne garantisca l’eccellenza. «Mi piacerebbe creare una linea di trasporto che colleghi le spiagge con un circuito di B&B e hotel. Battelli per Tavolara. Sicurezza per la città, attenzione ai giovani, scuole, formazione professionale».
Giunta rimodellata. Gianni Ricciu ha pronta una veste nuova anche per l’esecutivo. «Sì. La giunta avrà una nuova architettura degli assessorati, che diventeranno aree di governo. Esempio: l’assessorato dell’urbanistica diventerà “governo del territorio”. Non cambierà solo il nome, ma ci sarà anche mutazione e trasferimento di competenze». Al ballottaggio chi andrà? «Noi, certamente. Credo che una grande affluenza alle primarie (perciò faccio appello agli elettori) la nostra Coalizione civica e democratica potrebbe vincere al primo turno. In ogni caso credo che chi vincerà le primarie possa diventare sindaco». Donne in giunta? «Per me non esistono le quote rosa ma, con l’esempio dei miei genitori, per l’uomo e la donna esiste il 50 per cento». Se dovesse vincere? «Se la coalizione accetterà la mia richiesta mi piacerebbe che il presidente del consiglio comunale fosse una donna». In giunta? «Anche qui, cinquanta per cento».
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