Nefropatie, la prevenzione si fa a scuola
TEMPIO. Prevenire le nefropatie partendo dalle scuole si può. Basta un po’ di “sana” informazione e la consapevolezza che prendersi cura della propria persona è una faccenda che non ha età. Anzi, chi...
TEMPIO. Prevenire le nefropatie partendo dalle scuole si può. Basta un po’ di “sana” informazione e la consapevolezza che prendersi cura della propria persona è una faccenda che non ha età. Anzi, chi prima lo fa, prima può coglierne i possibili benefici.
Con questo intento è stata celebrata in diverse scuole della Gallura la Giornata mondiale del rene. A Olbia, la dottoressa Sabina Fancello ha condotto una conferenza informativa che ha coinvolto circa duecento alunni della Scuola Media “Pais”, mentre a Tempio, sotto l’impulso del dottor Mario Passaghe, responsabile del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale “Paolo Dettori”, ha reso possibile lo screening di una ottantina di studenti del Liceo Artistico “De André”. Dati i numeri del plesso tempiese, una buona fetta dell’intera popolazione scolastica. L’incontestabile eloquenza dei dati dice che si attesta intorno al 12% la soglia critica degli italiani over 40 che soffrono di una patologia renale cronica. In molti casi, si tratta di patologie che possono degenerare sino a rendere necessario il ricorso alla dialisi.
«I rischi dietro l’angolo - ha dichiarato Mario Passaghe – per questi pazienti ignari di avere una nefropatia cronica sono infarto e ictus, perché le malattie renali croniche fanno aumentare il rischio di malattie cardiovascolari».
Si spiega così l’importanza della prevenzione tra i più giovani. «Sono d'altronde - ha spiegato lo specialista - patologie che possono rimanere silenti sino alla fase terminale, tant'è che solo un quartodei malati è a conoscenza della malattia. Per questo sono fondamentali giornate di sensibilizzazione come quelle che si fanno nelle scuole, utili per smascherare la patologia anche in una fase iniziale».
Se negli anni passati lo screening venne effettuato al Dettori” e al “Pes”, dove vi fu sempre una consistente adesione, questa volta è toccato al “De André”. Qui gli studenti si sono sottoposti di buon grado allo screening, consapevoli, grazie anche alle informazioni ricevute, dell’importanza di una diagnosi precoce per la salute individuale. Rivolta agli studenti di più classi (e, quindi, non più solo le ultime), per un totale che va oltre il semplice campione, l’iniziativa è stata coordinata da Mario Passaghe, che si è detto favorevolmente colpito dalla partecipazione e dal grado di interesse dimostrato dagli studenti. Segno che il loro grado di consapevolezza si fa sempre più alto. E questo è un risultato eccellente, considerata la crescente diffusione delle nefropatie e la possibilità concreta di fronteggiarle grazie agli strumenti della medicina odierna.
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