Riproduttori bovini, i fondi dell’Argea bloccati da tre anni
Allevatori sul piede di guerra contro i ritardi della Regione Vanni Tamponi (Anacli): centinaia di famiglie in sofferenza
TEMPIO. «Il mancato pagamento dei finanziamenti legati al bando sui riproduttori bovini, fermi ormai all’estate del 2013, senza che l’Argea (Agenzia per la gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura della Regione), abbia dato un segnale di vita, sta mettendo a dura prova, non solo la pazienza degli allevatori, ma la loro stessa sussistenza». Ad affermarlo sono i diretti interessati, «stanchi ormai di presentare ogni volta una caterva di documentazione – spiega un allevatore tempiese –, che non sortisce però alcun effetto. Erogare dei contributi, vecchi di tre anni – prosegue lo stesso allevatore –, serve solo a ricolmare debiti regressi, su spese create a suo tempo, dal nostro lavoro per migliorare il prodotto. Con i tempi che stiamo affrontando, o i pagamenti arrivano nell’immediatezza del nostro impegno oppure diventano palliativi che alcune volte non pagano nemmeno gli interessi. La Regione e di conseguenza l’Argea – conclude l’allevatore –, non hanno ancora capito che la mancanza di liquidità non ci consente di essere competitivi rispetto agli allevatori del continente che, nonostante la specificità del nostro prodotto, migliore rispetto a tutti gli altri, riescono purtroppo, grazie alla loro liquidità, ad essere più concorrenziali di noi. Se i funzionari addetti alla questione, freddi ragionieri più che imprenditori, non capiscono queste leggi di mercato, devono cambiare mestiere». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Vanni Tamponi, allevatore da oltre venti anni di bovini di razza Limousine, eletto tre mesi fa rappresentante della Sardegna, per tre anni, nell’ambito dell’Anacli, l’Associazione nazionale allevatori delle razze bovine Charolaise e Limousine.
«Purtroppo – dice –, lo stato di fatto per quanto concerne il pagamento dei premi legati al bando sui riproduttori bovini, è diventato una sorta di ginepraio nel quale è difficile capire cosa stia succedendo. Gli allevatori, cioè – aggiunge Vanni Tamponi –, non sono messi al corrente di come esattamente sia messa la questione. Non sanno, ad esempio, se si tratta di una carenza di fondi, che pur dovevano esserci, se gli stessi sono stati stornati per altro, oppure se si tratta di vere e proprie lungaggini burocratiche che non dovrebbero avere ragione di esistere. Il fatto è che ad essere in sofferenza sono centinaia di famiglie». Qualche giorno fa l’argomento era stato affrontato a muso duro anche dalla Coldiretti Sassari-Gallura con un comunicato nel quale si denunciava che la Regione doveva un milione di euro agli allevatori per i pagamenti legati al bando sui riproduttori bovini. «I ritardi nei pagamenti per il bando dei riproduttori bovini – aveva dichiarato Gian Battista Manduco, presidente della Coldiretti Gallura –, sono diventati inaccettabili. Anziché i finanziamenti della Regione, per gli allevatori sono arrivati finora soltanto ingiustificati e non motivati rinvii. Per colpa dei burocrati – accusa Manduco – stiamo rischiando di perdere, un patrimonio decennale».
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