Sette mesi di paura dopo la maxi rapina
Ancora sconvolta l’ex gallerista proprietaria della villa al Lido del Sole. Dopo i primi arresti, si cercano i quadri scomparsi
OLBIA. Antonia Pischedda non parla. Non se la sente, non vuole ricordare. Sette mesi dopo la rapina nella sua abitazione, è ancora traumatizzata. Le hanno portato via più di venti quadri di grandissimo valore, ma le hanno soprattutto distrutto la vita. Lasciandole i segni della paura stampata sul viso. Perché prima che i malviventi commettessero il furto, l’avevano legata a una sedia e le avevano messo un cerotto sulla bocca. E sono proprio quei momenti interminabili ad accompagnarla in ogni istante della sua giornata. L’ex gallerista di 75 anni, ora in pensione, è sempre stata una donna energica, attiva, brillante. Dal 19 agosto 2015 non è quasi più uscita dalla sua casa. Una villetta semplice e arredata con gusto al Lido del Sole, nella quale vive con i suoi cani. Impiega il tempo nelle faccende domestiche, mentre ascolta musica classica. Una grande compagnia.
La donna sa che i carabinieri non hanno mai smesso di indagare sulla rapina, e sa anche che hanno arrestato alcune persone. Una delle quali è un suo nipote. Ma non commenta, non dice una parola. Lascia che la giustizia faccia il suo corso mentre lei, intanto, continua a tenere in ordine l’abitazione. Dotata, adesso, di un sistema di videosorveglianza.
Ma ci sono gli amici e i vicini che non le fanno mai mancare il conforto e l’affetto. E anche ieri, alcuni, come fanno ogni giorno, hanno trascorso un po’ di tempo con lei. «Antonia vive nella paura, ed è comprensibile - dicono -. Quando si è trovata i malviventi in casa, non ha potuto far nulla. L’hanno legata a una sedia e le hanno messo un cerotto sulla bocca: e poi, a colpo sicuro, hanno girato ogni angolo della casa per trovare i quadri che cercavano, quelli di valore. Una volta messo a segno il piano, sono fuggiti, facendo perdere le tracce».
La donna non aveva dato l’allarme subito. Perché voleva essere sicura che i rapinatori se ne fossero davvero andati. Solo quando aveva avuto questa certezza, allora aveva chiamato un vicino. Era così scattato l’allarme e i carabinieri del reparto territoriale si erano precipitati al Lido del Sole.
Per 7 mesi i militari hanno lavorato sodo per far luce su un colpo che, probabilmente, era stato pianificato nei minimi dettagli dalla banda. E la banda adesso, è stata in parte scoperta: l’altro ieri sono stati catturati dai carabinieri sia il mandante (Gianpaolo Muggittu, 61 anni di Mamoiada e nipote della ex gallerista) che i fiancheggiatori: Peppino Catgiu, 65 anni di Orgosolo e Efisio Zucca, 65 anni di Dolianova”. Mentre altre due persone (un impiegato pubblico di Sassari e un critico d’arte della provincia di Firenze (che dovevano occuparsi di sistemare le opere d’arte) sono state denunciate. Recuperata durante una perquisizione domiciliare anche una parure d’oro (risalente all’epoca della Magna Grecia) del valore di un milione e 500mila euro.
Ora si devono trovare coloro che hanno messo a segno la rapina. E si devono recuperare i quadri. E questa, considerato il buon esito dell’operazione svolta finora dai carabinieri di Olbia in collaborazione con il Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale di Cagliari, potrebbe essere la parte più difficile. Non si esclude, infatti, che al momento del colpo, ci fosse già un compratore. (s.p.)
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