La Nuova Sardegna

Olbia

Il trionfo di Carlo Careddu «Investitura importante»

di Enrico Gaviano
Il trionfo di Carlo Careddu «Investitura importante»

Candidato sindaco dopo una vittoria consistente sugli altri quattro concorrenti «Ma il dato più bello di queste primarie è la grande affluenza: un caso nazionale»

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OLBIA. Carlo Careddu il giorno dopo. L’avvocato nato per sbaglio a Ozieri nel 1976, ma olbiese doc, è il candidato sindaco della Coalizione civica e democratica. Ha ottenuto una vittoria netta, in una competizione a cinque a cui hanno contribuito ben 6065 elettori. Proprio questo è il primo dato importante che il vincitore delle primarie di sabato analizza. «C’è stata una partecipazione straordinaria – dice Careddu – oltre ogni più rosea aspettativa. Un caso nazionale nei numeri, se si considera che a Roma hanno partecipato al voto 43.000 persone. Un bagno di democrazia che ci dà fiducia per il proseguo e che alimenta ulteriormente il nostro progetto per Olbia».

Vittoria con il 10 per cento su Piccinnu, gli altri staccatissimi: una bella investitura per chi era il più giovane fra i concorrenti.

«È vero, l'affermazione è stata netta, tanto in città quanto nelle frazioni. È un'investitura importante e significativa, soprattutto per il fatto che non sono propriamente uno sconosciuto. Dunque un giudizio sulla mia persona e sul mio operato che, se da un lato mi inorgoglisce, dall'altro mi fa avvertire tutto il carico di responsabilità che mi è stato affidato, e che sono pronto a portare avanti con determinazione e senza tentennamenti per guidare la Coalizione alla vittoria. Tuttavia tendo a valorizzare il dato complessivo della partecipazione: è stata questa la vera sorpresa, e ciò lo si deve anche all'impegno di Rino, Gianni, Renato, Andrea e di tutta la Coalizione civica e democratica. Li ringrazio tutti dal profondo del cuore».

Che primarie sono state?

«Primarie con il sorriso, senza incidenti di percorso o tensioni. Questo consentirà di stringerci di più subito e di continuare a dedicarci anima e corpo alla città, senza inutili distrazioni e con un confronto serrato su temi e soluzioni».

Prima delle primarie il Pd olbiese ha chiuso un periodo di spaccature profonde. Hai parlato non di tregua ma di armistizio. Sarà davvero così?

«La cifra di questo bagno di democrazia è stata costruita anche sull'unità del nostro Partito. Alla responsabilità di tutti noi democratici spetta ora il compito di preservare con i fatti questo valore quasi irripetibile. A me il compito di esercitare la leadership anche in questa direzione, con il garbo istituzionale e l’autorevolezza necessaria».

Cinque anni da vicesindaco, cosa è stato fatto di particolarmente importante dalla giunta?

«Sono stati anni difficili ma proficui, in cui abbiamo avviato un'intensa stagione di pianificazione legata alla salvaguardia dal pericolo idrogeologico: presto la città sarà un cantiere a cielo aperto, per realizzare quelle opere che restituiranno la serenità e la sicurezza perse durante le due tragiche alluvioni. Ci siamo dedicati, inoltre, ai temi dello sviluppo, con l'importante attività compiuta da tutta l'amministrazione per favorire l'apertura del Mater Olbia. E poi la pianificazione urbanistica: il piano del centro storico, quello di Pittulongu, il piano di utilizzo dei litorali, il piano acustico, la riqualificazione del lungomare e, soprattutto, il piano urbanistico comunale: abbiamo ipotizzato la città del futuro che sappia coniugare tutela dell'ambiente e benessere per gli olbiesi.

Il Puc andrà finalmente in aula?

«La proposta di piano urbanistico comunale è pronta da dicembre e di recente il deposito è stato notificato alle cariche istituzionali che devono avviare i necessari passaggi politico-istituzionali per l'adozione. Si tratta di una pianificazione che potrà essere arricchita dal dibattito consiliare e che tiene conto degli indirizzi impartiti dal Consiglio comunale e dei laboratori di pianificazione, con i quali abbiamo coinvolto i cittadini e le associazioni. Inoltre il Piano predisposto è stato discusso e condiviso anche in un tavolo di copianificazione avviato con la Regione, quanto favorirà l'approvazione definitiva senza intoppi» .

La Coalizione si chiama civica e democratica. Ma per ora ci sono solo componenti partitiche...

«I partiti che fanno parte del progetto sono il Pd, l'Upc, l'Udc, Sinistra Ecologia e Libertà, il Partito dei Sardi, il Centro Democratico e i Rossomori. Ma è presente anche una componente civica che si propone di raccogliere in qualche misura l'eredità del movimento "Civitas Domani" di Giommaria Uggias e di "CivicamenteOlbia" di Jacopo Merlini. La coalizione, poi, si caratterizzerà anche per la presenza di alcune liste civiche del Sindaco fortemente legate al territorio. Sarà mio compito coinvolgere quelle forze politiche presenti sullo scenario politico cittadino che vogliano condividere con noi un programma serio e realizzabile e quei principi e valori, anche prepolitici, non negoziabili che caratterizzano la Coalizione civica e democratica. Ovviamente l'incontro dovrà avvenire fin da subito, senza rinvii a un ipotetico secondo turno. Il progetto per la città si deve fondare su basi serie e condivise fin dall'origine e non sulla convenienza politica».

Le coalizioni rivali? In campo ci sono Nizzi, Appeddu, Vanni Sanna, Marco Balata, e Maria Teresa Piccinnu, 5 stelle, che molti danno come pericolosa per voi.

«La presenza di tanta offerta politica è sintomo di democrazia e pluralismo. Occorre però orientare le proprie scelte verso una coalizione che sappia fin da subito occuparsi della città con efficacia. Olbia ha bisogno di una guida forte che sappia mantenere la giusta direzione, senza tentennamenti o variazione sul tema, con particolare attenzione ai temi dello sviluppo, delle regole e della legalità. Ci candidiamo per questo, con grande rispetto per gli avversari politici ma senza paura del confronto».

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