La Nuova Sardegna

Olbia

“Sole di Gallura”, 3 finanziatori interessati a rilevare la gestione

di Giandomenico Mele
“Sole di Gallura”, 3 finanziatori interessati a rilevare la gestione

Vertice in Comune con sindacati e cda della Rsa per cercare di scongiurare la chiusura del servizio Avviate le trattative con imprenditori del settore sanitario di cui al momento non si conoscono i nomi

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OLBIA. La Rsa Sole di Gallura vive il suo momento più difficile, mentre all’orizzonte si palesano le ombre di tre gruppi imprenditoriali che potrebbero rilevare la gestione della struttura subentrando alla coop La Fenice. Tre gruppi imprenditoriali che per il momento restano senza un nome, nello scetticismo generale per una trattativa complicata: con una struttura fiaccata dalla mancanza di pazienti, l’unica risorsa che consentirebbe di pagare stipendi e continuare a offrire un servizio sul quale si basa l’accreditamento alla Regione.

La trattativa. Ieri in Comune il primo tavolo operativo, che ha visto insieme il sindaco Gianni Giovannelli e l’assessore ai Servizi sociali Rino Piccinnu, con il cda della coop La Fenice, i sindacati e il presidente regionale di Legacoop, Claudio Atzori. Oggi i sindacati incontreranno il prefetto per esporgli la situazione. Le premesse non sono incoraggianti. «La struttura è accreditata per 66 posti letto in Rsa, attualmente ne ospita 14 – spiega Atzori – non credo esista nessuno in grado di subentrare in queste condizioni, non c’è la sostenibilità economica dell’iniziativa imprenditoriale. Se le cose stanno così, la coop dovrebbe chiudere». Invece per il momento non si parla di messa in liquidazione. «No, vediamo se verranno presentate delle offerte e si valuteranno – spiega Edi Pisu, presidente della Fenice – nel frattempo cerchiamo di non far perdere a Olbia un servizio essenziale».

Comune intermediario. Il Comune sarà intermediario nella trattativa. «Dobbiamo pensare ai 70 dipendenti e i 50 malati che sono dentro la “Sole di Gallura” (14 pazienti in Rsa e 36 tra Comunità integrata e alloggio), stiamo cercando una soluzione che scongiuri la chiusura del servizio – spiega Rino Piccinnu – per il momento abbiamo tre gruppi interessati, imprenditori del settore sanitario con i quali stiamo parlando per capire le reali possibilità che possano subentrare nella gestione della struttura». Niente nomi. Ma la trattativa non sarà semplice. «Da giorni si sta discutendo, con il supporto della Legacoop e di altri consulenti – spiega Edi Pisu – la priorità è mantenere i posti di lavoro e il servizio aperto, speriamo ci sia un ritorno economico che consenta l’ingresso di imprenditori che facciano fronte per quanto è dovuto ai lavoratori».

Stipendi arretrati. Al momento sono sei le mensilità arretrate, più l’ultima tredicesima. Il bilancio non è stato ancora approvato, dunque buio sui debiti complessivi della coop. «I sindacati non sono stati messi a conoscenza dei nomi di questi imprenditori – osserva Luisella Maccioni della Cgil, affiancata al tavolo di crisi da Cisl e Uil – sappiamo solo che l’ipotesi è quella di una nuova coop che rileverebbe un ramo d’azienda dalla Fenice. Se i numeri sono questi però, con 14 pazienti in Rsa, allora non si riuscirebbe nemmeno a coprire le spese. Nessuno sarebbe interessato a queste condizioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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