Tribunale salvo? C’è massima prudenza
Le reazioni alla notizia arrivata dal governo. Balata: «Pericolo non scongiurato». Baltolu: «Attendiamo gli atti ufficiali»
TEMPIO. All’indomani della Pec giunta al sindaco Biancareddu dal segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, secondo cui “non vi sono in corso di realizzazione o allo studio, progetti di modifica o soppressione della competenza territoriale della Sezione distaccata della Corte d’Appello di Sassari e del Tribunale di Tempio”, l’atteggiamento in città, sulla notizia, rimane improntato, così come quello del sindaco, su una attesa prudente e al tempo stesso sul massimo grado di vigilanza.
«Lo stesso atteggiamento - racconta Andrea Biancareddu - che si è registrato ieri mattina a Sassar alla riunione indetta da Mariano Mameli, presidente del Consiglio dell’Ordine Forense di Sassari e allargata ai sindaci e a diverse associazioni del territorio per esaminare appunto la nuova geografia giudiziaria preannunciata dal Governo. Tutti - prosegue il sindaco -, così come era accaduto a noi il giorno precedente, sono rimasti sorpresi dalla Pec, della quale nessuno era ovviamente a conoscenza. Se posso usare un paragone meteorologico - conclude Biancareddu - diciamo che comunque eravamo e rimaniamo tutti in allerta rosso».
«La nota - dice, Mario Baltolu, rappresentante degli avvocati dell’alta Gallura -, è sicuramente positiva. Non è però risolutiva di una questione sulla quale quotidianamente si sentono mille voci contradditorie. La prudenza però ci induce alla sorveglianza in attesa di atti ufficiali». «Credo che sia una buona notizia per tutto il territorio gallurese che ha rischiato molto - aggiunge Antonio Balata, capogruppo consiliare di minoranza di Tempio Libera -. Ritengo però che il pericolo di perdere il tribunale con l'accorpamento a Sassari e la chiusura della sezione staccata di quella Corte d’Appello non sia ancora del tutto scongiurato. Per questo motivo credo che tutti i centri che ricadono nella giurisdizione del tribunale debbano mantenere alta la guardia per salvare un presidio di Giustizia che, per la sua posizione baricentrica, estende le sue competenze anche al di là dei confini galluresi.Sarebbe ora comunque - conclude Antonio Balata -, che si iniziasse a lavorare alla difesa del territorio rivendicando, finalmente una efficiente rete stradale che, consentendo una reale accessibilità ai servizi, sarebbe l’unico rimedio per estirpare i campanilismi». «Ritengo - dice infineGiuseppe Pirinu, capogruppo di maggioranza -, che la politica da perseguire, sia quella di creare una larga intesa tra l’alta e bassa Gallura, lasciando a ognuna delle due città le sue peculiarità. Questo atteggiamento responsabile e condiviso potrebbe essere la chiave di volta di una crisi politica ed economica di fronte alla quale è giunto il momento di dire basta».
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