Villaggio Terrata 2, al via lo sgombero delle ottanta villette
Golfo Aranci, le case devono essere consegnate al Comune La rabbia dei proprietari: «Perché non siamo stati avvisati?»
GOLFO ARANCI. Tutto fuori. Anche i mobili. A Terrata 2 è cominciato lo sgombero, atto consecutivo alla decisione della Corte di Cassazione che a metà dicembre 2015 ha disposto la restituzione degli 88 appartamenti confiscati a quello che la sentenza riconosce come il proprietario degli immobili: il Comune. Un’interminabile querelle giudiziaria, quella di Terrata 2, cominciata 25 anni fa, e non ancora del tutto conclusa. Perché i proprietari che la procura della Repubblica ritiene “abusivi” sperano ancora in una vittoria davanti alla Corte Europea dei diritti del cittadino. La decisione della Corte Suprema è solo l’ultima delle contradditorie sentenze intraprese sul villaggio realizzato negli anni Novanta dalla Rita Sarda srl. Uno sfiancante braccio di ferro con l’autorità giudiziaria fatto di sequestri, dissequestri, ricorsi e controricorsi, di cui da ieri si sta scrivendo l’ennesimo atto con lo sgombero delle villette a schiera che devono essere formalmente consegnate al Comune. Così, a Terrata 2 sono comparsi gli operai che stanno svuotando gli appartamenti e caricando i mobili sui furgoni. A vigilare sull’operazione, i carabinieri della stazione di Golfo Aranci. «Lo sgombero sta avvenendo senza che nessuno ci abbia avvisato – protestano i proprietari delle case, attraverso l’amministratore degli appartamenti, Giacomo Rosati – Ci siamo ritrovati improvvisamente con i carabinieri e gli operai in casa che portano via i nostri mobili. Chi garantisce sulle cose personali portate via? Già in passato per due volte abbiamo lasciato le case, ma eravamo stati avvisati. Abbiamo consegnato noi stessi le chiavi. Questa volta, no. Si stanno forzando le porte». Nel villaggio di Terrata 2 vivono tutto l’anno solo alcune persone. Per il resto, gli appartamenti sono residenze estive. «Speravamo che il Comune ci desse le case in comodato d’uso fino alla sentenza della Corte Europea, il cui pronunciamento metterà fine a questo lunghissimo contenzioso giudiziario – prosegue l’amministratore –. Ci chiediamo a cosa serva ora sgomberare i mobili. E se la Corte Europea o la Cassazione che a metà aprile si pronuncerà su un altro nostro ricorso, ci dessero ragione?. Non sarebbe questo uno spreco di soldi pubblici?».
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