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Zir della discordia , scontro Cgil-sindaco

Zir della discordia , scontro Cgil-sindaco

La segretaria Luisella Maccioni replica alle accuse di Biancareddu: «Era lui il presidente dell’ente»

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TEMPIO. Luisella Maccioni, segretaria territoriale della Funzione pubblica della Cgil, “bacchettata” qualche giorno fa dal sindaco Biancareddu per essersi assunta la paternità ed i meriti della “vertenza Zir” «che sarebbe dovuta essere condivisa, se non altro, almeno con diverse altre sigle sindacali», aveva detto Biancareddu, risponde piccata e sarcastica accusando il sindaco di «delegittimarla attraverso l’uso del dileggio, dipingendola come incompetente, inadeguata, incolta o smemorata. Ma in fondo di che mi accusa il sindaco? – si chiede la Maccioni – Di aver sostenuto che il merito di vedere chiuso un problema come quello della Zir è da ascriversi a quel drappello di lavoratori che dal 2008 lottano per la loro dignità affiancati dalla Fp Cgil? È anche vero – prosegue la Maccioni – che tutti subiamo cali di memoria e la storia spesso diventa un qualcosa da dimenticare. Ma l’attuale sindaco di Tempio non è stato dal 2004 al 2008, presidente della Zir? Forse mi sono persa iniziative messe in atto dall’allora presidente a tutela dei lavoratori e per la salvaguardia del patrimonio dell’Ente». La sindacalista prosegue ribadendo ancora una volta il ruolo che lei stessa, in qualità di segretaria della Fp Cgil, ha avuto con l’assessore regionale nella vicenda della Zir. «All’assessore – racconta – per prima cosa ho sempre detto che era impensabile e improponibile disperdere professionalità e programmazione territoriale in un territorio dove la chiusura dei servizi è diventata una costante e la disoccupazione raggiunge cifre elevate. La seconda argomentazione era che il personale poteva essere mobilitato verso gli enti locali attraverso procedure standard con finanziamenti a carico della Regione, la terza richiesta, infine, riguardava l’istanza che nel trasferimento delle funzioni e delle risorse materiali, la Regione avesse l’obbligo di trasferirle a costo zero».

Al di là dei distinguo e delle dispute, occorre ricordare che l’ultimo atto sul futuro della Zir, non ancora definito e sancito con legge, è un ordine del giorno dell’onorevole Zanchetta, sottoscritto da tutti i componenti dei gruppi di maggioranza, (Pd, Sel, Rossomori, Upc, Socialisti, Partito dei Sardi e Centro Democratico), con il quale si impegna la Giunta a varare un disegno di legge per il rilancio della Zir, dopo la sua “dismissione” nel 2008. (a.m.)

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