La telemedicina al Mater, in campo i medici di base
Giovanni Barroccu, segretario Fimg, coordina con il Qatar l’avvio del servizio «Il dialogo è aperto, ora si deve passare alla fase operativa. Pronti in autunno»
OLBIA. Né fantamedicina, né medicina fai da te. La telemedicina è la prima scommessa della Qatar foundation sul Mater Olbia. Un progetto semplice e complesso allo stesso tempo, che la Fondazione sta plasmando insieme a Giovanni Barroccu (nella foto), medico di base e segretario regionale della Federazione italiana medici di famiglia. Il professionista dialoga con i proprietari dell’ospedale alle porte della città a nome della categoria. Per ora definiti i campi a cui la telemedicina sarà applicata in via sperimentale. Malattie croniche e degradanti, pazienti oncologici, malati di Sla. Prima serviranno dei corsi di formazione, poi si passerà alla fase sperimentale. Che non sarà prima del mese di settembre.
Dialogo aperto. «La telemedicina è una opportunità per migliorare l'assistenza ai pazienti nelle zone a densità abitativa rilevante e soprattutto nelle zone con grossi problemi di viabilità – afferma Barroccu –. Uno strumento complesso come strutturazione, ma semplice nell'uso che consentirà di dare un servizio diretto all'ammalato. La Qf crede in questa opportunità. Con la fondazione abbiamo avviato in questa direzione un dialogo estremamente costruttivo e di apertura. Ora si deve passare alla fase operativa. Se realizzata, della telemedicina potrà trarne giovamento l'assistito e quindi la popolazione in generale, ma lo stesso Mater Olbia che farebbe da apripista in Sardegna a una esperienza di alto livello, tra le poche in Italia».
Il ruolo dei medici di base. La rete della telemedicina affida un ruolo di primo piano ai medici di famiglia. Saranno loro a mettere in contatto il paziente con la tecnologia medica a distanza. «Uno strumento che consentirebbe al medico di famiglia di ampliare l’offerta dei servizi, di cui già il paziente usufruisce, grazie a questi nuovi strumenti informatici, app e collegamenti web – aggiunge Barroccu –. Magari in una primissima fase di avvio la struttura di riferimento, dove materialmente sono seduti davanti a uno schermo gli specialisti, potrebbe essere a Roma come a Milano. Ma si punta poi a fare in modo che anche la centrale della telemedicina sia al Mater Olbia».
I campi di applicazione. «Si darà priorità ai malati cronici, oncologici, affetti da sla o malattie degenerative per sdandardizzare i percorsi diagnostici».
La rete. La formazione diventa fondamentale per la nascita della Telemedicina al Mater Olbia. I medici di base, anello fondamentale della rete tra paziente e specialisti a distanza, dovranno seguire dei corsi. «Il primo step è cercare colleghi motivati – sottolinea Barroccu –. Una decina in tutto che dovranno dimostrare in concreto la bontà di questa novità. Il secondo step vedrà il coinvolgimento di tutti i medici galluresi. E successivamente speriamo di esportare il modello su tutto il territorio regionale».
I tempi. Barroccu azzarda dei tempi. Che sono quelli della scienza, non della proprietà o della politica. «Tra settembre e ottobre», conclude con fermezza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
