Sanità da salvare, La Maddalena pronta alla protesta
LA MADDALENA. Il Gruppo socio politico cristiano nell’incontro con la popolazione, nell’ oratorio San Domenico Savio, ha raggiunto il suo scopo: a breve, ci sarà una grande mobilitazione a tutela...
LA MADDALENA. Il Gruppo socio politico cristiano nell’incontro con la popolazione, nell’ oratorio San Domenico Savio, ha raggiunto il suo scopo: a breve, ci sarà una grande mobilitazione a tutela della sanità della Maddalena. Nella sua introduzione il responsabile Vincenzo La Cava, ha illustrato puntigliosamente quello che la legge regionale e la Asl di Olbia , hanno tolto all’ ospedale Paolo Merlo. «Il motivo della riunione e le ragioni della protesta – ha detto La Cava – riguardano la mancanza di operatività all’interno dell’ospedale: la chirurgia è chiusa da oltre un decennio, l’ostetricia è stata soppressa, così come la ginecologia, la pediatria abolita, il nido cancellato, il pronto soccorso ridotto al minimo, la camera iperbarica assegnata ad Olbia, la Rsa vergognosamente soppressa, come pure gli ambulatori con tempi di attesa inaccettabili». Una denuncia drammatica, che ha dell’inverosimile, anche perché non è stata tenuta in considerazione la legge Balduzzi che per le isole minori sancisce quali reparti debbano esistere. Dopo queste considerazioni hanno preso la parola, prima l’assessore alla Sanità Massimilano Guccini, poi l’onorevole Antonio Satta, il consigliere regionale Pier Franco Zanchetta, il sindaco Luca Montella, i consiglieri Arianna Carola e Gaetano Pedroni, il sindacalista Lorenzo Porcheddu. Tutti, chi più chi meno, hanno affermato che è il momento di combattere, anche perché ci sono ospedali che hanno ottenuto invece i benefici della Balducci, e sono stati addirittura ampliati. Al termine dell’incontro è stato deciso che oggi alle 18 il gruppo si riunirà per fissare la data di una manifestazione di protesta che si svolgerà davanti all’ospedale a cui parteciperanno l’amministrazione comunale, i sindacati, le associazioni, le scuole e i commercianti. È stato deciso di convocare un consiglio comunale aperto, ma anche di andare a Cagliari per manifestare davanti all’assessorato alla Sanità.
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