Allarme ratti: studiosi a Tavolara
Il progetto per salvare la berta minore all’esame di esperti europei
OLBIA. Salvare le uova di berta minore, specie a rischio estinzione che nidifica a Tavolara, dalla voracità dei ratti che infestano l’isola. Come fare? Olbia torna al centro d’Europa sul fronte della gestione e dell’eradicazione delle specie aliene invasive. Parliamo di ratti e capre, in primo luogo, che mettono a rischio la sopravvivenza della berta minore, del quale l’isola ospita quasi la metà della popolazione mondiale. Da lunedì a oggi si sono svolte nella sede dell’Area marina protetta di Tavolara le lezioni della Scuola di formazione europea, inserite all’interno del progetto comunitario “Cost Action Td 1209”, che favorisce lo scambio di ricercatori e studiosi provenienti da tutta Europa. Il corso di Olbia, organizzato con il supporto del Comune, ha visto la partecipazione di due vere autorità in materia: i neozelandesi Pete McClelland e Keith Springer. Si parla di coloro che hanno organizzato le due più grandi eradicazioni di roditori portate avanti nel mondo. E il sistema, nonostante i dubbi sollevati dai ministeri dell’Ambiente e della Salute, sembra a prova di bomba: la distribuzione aerea di esche in formulati (pellet) a base di farine vegetali che si degradano rapidamente a seguito delle prime piogge, in modo tale da rendere il principio attivo indisponibile all’assunzione dall’ambiente. Tutte le eradicazioni svolte fino a oggi sono state seguite da un approfondito monitoraggio degli effetti positivi e degli eventuali effetti negativi, i cui risultati hanno permesso di migliorare le tecniche e i protocolli adottati. «Porteremo i due studiosi neozelandesi a Tavolara per vederla con i loro occhi – spiega Paolo Sposimo, consulente ambientale con la Nemo Srl – per avere conferme sul nostro piano di eradicazione completa dei ratti dall’isola con il lancio da un elicottero di esche per un pellet ogni 2 metri quadrati, nel periodo di ottobre. Occorre trovare una finestra di almeno cinque giorni di bel tempo, perché il composto si degrada dopo le prime piogge».
Studenti da mezza europa. Per studiare le minacce delle specie invasive aliene su quelle native sono arrivati 19 studenti da mezza Europa: ragazzi dalla Lituania, Estonia, Croazia, Austria, Germania e Portogallo. «Il Comune di Olbia e l’Amp hanno promosso il progetto Life, restiamo impegnati in un lavoro sfidante per salvaguardare una importantissima popolazione di uccelli marini – spiega Giovanna Spano, assessore all’Ambiente – si conferma in questo senso il ruolo del Comune all’interno dell’Area marina protetta nell’attrarre gruppi internazionali di lavoro su tematiche scientifiche di grande importanza».
Ipotesi ottobre. Se i protocolli, che vengono aggiornati ogni anno, dovessero essere approvati, l’eradicazione totale dei ratti da Tavolara potrebbe concludersi nel prossimo mese di ottobre, secondo uno schema operativo già adottato a Molara, Dragonera (Baleari) e nell’isola di Montecristo.
Intanto ieri gli studenti sono stati portati a visitare Pittulongu e le Saline. Oltre i ratti, un altro aspetto del corso prevede infatti lo studio delle specie vegetali aliene. «Sono piante che minacciano la biodiversità in tutte le isole del Mediterraneo – spiega Giuseppe Brundu, docente del dipartimento di Agraria dell’università di Sassari – provocando danni per l’economia e la salute. Tavolara al momento è al sicuro, ma bisogna bloccare i processi invasivi sul nascere e procediamo al controllo ed eradicazione di piccoli nuclei alieni di una specie chiamata Carpobrotus, una pianta da rimuovere prima che l’invasione diventi irreversibile». (g.m.)
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