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Olbia

Cultura digitale, nuovo incontro

Cultura digitale, nuovo incontro

Venerdì il secondo appuntamento al liceo Dettori: in cattedra Filippo Ceretti

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TEMPIO. Sarà Filippo Ceretti il secondo ospite della rassegna dei Digital Day del Liceo “Dettori”. Il nuovo appuntamento del ciclo di incontri sulla cultura digitale, rivolto agli insegnanti delle scuole sarde, ma aperto al pubblico, si terrà venerdì alle 16, nell’auditorium del liceo cittadino. Con Ceretti, uno dei maggior esperti di Media Education in Italia, si entrerà sempre di più nel merito degli aspetti cognitivi ed educativi del mondo digitale. Lo lascia intendere facilmente il titolo della relazione che proporrà al pubblico dei D-Day: “Touch generation, come crescere con il digitale?” Una domanda, che schiude a sua volta una miriade di altri interrogativi, ai quali Ceretti, uomo di scuola e grande esperto del campo, darà sicuramente risposta. Un po’ come ha fatto nell’ultimo libro scritto insieme a Massimiliano Padula (“Umanità mediale”, ETS Edizioni), in cui si legge che “di fronte al nostro sguardo si apre una configurazione epocale, nella quale l’insieme dei modi d’essere, di esprimersi e di realizzarsi dell’uomo si caratterizza come mediale.

Per questa umanità, i media assumono un significato che va oltre all’essere un universo tecnologico: essi definiscono la sua tonalità esistenziale dominante”. PhD in Pedagogia e Didattica, Filippo Ceretti è docente di Tecnologie didattiche presso l’Università di Bolzano, e di Teorie dei media digitali e di Media Education presso la Pontificia Università Lateranense. Esperto di processi culturali, fra i tanti scritti di cui è autore, oltre al recente saggio sull’Umanità mediale, ha dato alle stampe “Il fiume del rock, viaggio attraverso la cultura musicale dei giovani” (Paoline, 1997) e, in collaborazione con Damiano Felini e Roberto Giannatelli, “Primi passi nella media education, curricolo di educazione ai media per la scuola primaria” (Erickson, 2006). È suo il concetto di “meducazione” con il quale è solito sottolineare l’importanza di una comprensione critica dei principali linguaggi mediali: dalla fotografia al fumetto, dal cinema alla tv, cartoni animati, internet, videogame e ipertesti. (g.pu.)

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