La Nuova Sardegna

Olbia

Il processo «cleopatra»

Stop di due mesi nelle udienze

di Giampiero Cocco
Stop di due mesi nelle udienze

Emergenza per la richiesta di aspettativa avanzata da un giudice

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TEMPIO. Rischia di slittare di qualche mese il processo avviato dal tribunale di Tempio per i danni e i lutti provocato dal passaggio dell’alluvione del 18 novembre del 2013.

A far saltare il calendario delle udienze già fissate dal presidente del tribunale Gemma Cucca è stata la richiesta, formalizzata ieri, di alcuni mesi di aspettativa presentata da uno dei magistrati che compongono il collegio giudicante. Una richiesta sacrosanta, avanzata per motivi personali ma che porterà il presidente del tribunale ad avanzare, all’udienza fissata per la metà di questo mese, la proposta alle parti in causa – l’accusa pubblica e privata, i rappresentanti delle amministrazioni ed enti coinvolte nel procedimento penale e lo staff difensivo – di integrazione del collegio con un nuovo magistrato, proposta che prevede il congelamento allo stato attuale degli atti istruttori sinora portati a termine, e cioè l’interrogatorio degli investigatori e le dolorose quanto drammatiche deposizioni dei familiari che hanno perso i loro cari durante il terrificante passaggio del ciclone Cleopatra del novembre 2013, una procedura che potrebbe trovare l’opposizione di una delle parti, che potrebbero chiedere la rinnovazione di tutti gli atti sinora compiuti. Oppure, più semplicemente, la seconda opzione, ovvero rinviare di alcuni mesi il processo sin quando il magistrato andato in aspettativa non riprenderà servizio.

In quest’ultimo caso si perderebbero quattro udienze e oltre due mesi di tempo, con lo stravolgimento del calendario d’udienze già predisposto dal tribunale e concordato con le parti. Il processo per l’alluvione del 2013 vebe indagati i sindaci di Olbia e Arzachena Gianni Giovannelli e Alberto Ragnedda e quattro funzionari delle amministrazioni comunale e dell’ex provincia Olbia Tempio. Sinora il processo, tra eccezioni procedurali e istruttoria dibattimentale, ha tenuto impegnati giudici e parti per oltre dieci mesi e si prevedeva, prima di questo non previsto stop. di chiudere il processo penale di primo grado entro i mesi di ottobre o novembre. Ora il rischio che la fine del processo possa slittare ai primi mesi del nuovo anno (considerata la sospensione feriale estiva e le festività di fine d’anno ) sta mandando in fibrillazione gli avvocati di parte civile, i rappresentanti delle amministrazioni coinvolte e gli avvocati difensori dei sei imputati. Ad ogni buon conto è necessario attendere la ripresa delle udienze per capire quale sarà la decisione che verrà intrapresa.

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