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Olbia

Rave party della discordia Addis: «È un memorial»

di Sebastiano Depperu
Rave party della discordia Addis: «È un memorial»

Aglientu, gli organizzatori della festa a San Pancrazio ribattono al no della chiesa «Musica techno per ricordare il nostro amico e finanziare una scuola in Kenya »

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AGLIENTU. Sul party disco che si terrà ad Aglientu il 7 maggio, la Chiesa locale ha giocato d’anticipo, mettendo il veto sulla location di San Pancrazio. Don Francesco Tamponi, direttore dell’Ufficio dei Beni Culturali diocesani, ha minacciato denunce se si dovesse svolgere lì la manifestazione ma ha anche invitato gli organizzatori al dialogo: «Se di memorial si tratta, che si faccia alla luce del sole. Perché non in piazza? – ha chiesto don Tamponi – In modo da coinvolgere tutta la comunità».

Ma dall’associazione organizzatrice arrivano precisazioni e risposte. A cominciare dallo spirito e dall’obiettivo della manifestazione in programma. «Innanzitutto, la festa non è un rave party – attacca Luigi Addis, presidente della “Idioteque Events” – Tutti sappiamo cosa è un rave party, e non è nelle nostre corde. Le nostre manifestazioni sono sempre state improntate al rispetto dei luoghi e delle persone. Non siamo avvezzi allo sballo; anzi, sono le uniche manifestazioni ad avere un presidio medico. Inoltre non abbiamo messo pannelli ma io stesso ho chiuso la chiesa», prosegue Luigi Addis. Che precisa ancora: «L’anno scorso, ho personalmente contattato i carabinieri, il 118 ed il servizio antincendio che possono testimoniare che tutto è andato liscio e non si è verificato nessun incidente. L’ambiente era tranquillo a tal punto che molti aglientesi, si sono trattenuti in piacevoli conversazioni dato che da sempre combatto per un volume della musica moderato e consono alla conversazione. La musica anche nelle feste campestri ha sempre avuto la sua importanza, e non credo che la salvaguardia del silenzio sia mai stato un problema».

Gli organizzatori della manifestazione non ci stanno a far etichettare l’appuntamento come un rave party: «Solo memorial per un amico scomparso, Federico Milani – ribadisce Luigi Addis – L’idea di un evento del genere era nata già prima che il nostro amico morisse – continua – e, siccome lui era un patito di musica techno abbiamo voluto ricordarlo così. Il nostro scopo è del tutto benefico – prosegue Addis –: finanziamo un progetto di Silvia Belliure, madre del nostro amico, in Kenya: una scuola che porterà il nome di suo figlio». Poi, il presidente parla del posto previsto per la manifestazione: «Non capiamo come mai ci si accanisca tanto. O forse sì: non abbiamo pagato il balzello del 10 per cento del ricavato di ogni festa che viene richiesto con lettera pubblica dal parroco. Abbiamo sempre cercato il dialogo con lui. Non lo abbiamo mai avuto come invece da parte degli amministratori».

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