La Nuova Sardegna

Olbia

il festival della legalità

Due giorni di lezioni alternative per centinaia di studenti

di Giuseppe Pulina
Due giorni di lezioni alternative per centinaia di studenti

TEMPIO. Shady Hamadi e Carlo Carzan hanno colto nel segno. Presenti in città per la tappa tempiese del festival della legalità “Conta e cammina”, i due scrittori hanno incontrato centinaia di...

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TEMPIO. Shady Hamadi e Carlo Carzan hanno colto nel segno. Presenti in città per la tappa tempiese del festival della legalità “Conta e cammina”, i due scrittori hanno incontrato centinaia di studenti delle scuole cittadine, concedendosi anche (nel caso dell’italo-siriano Hamadi) un appuntamento con la cittadinanza. Tutto questo grazie all’associazione “Peppino Impastato” che è diventata in Gallura la base operativa del festival della legalità. Un impegno di cui continuano a giovarsi gli studenti delle scuole, ai quali i messaggi forti del festival sono in effetti quasi preferenzialmente destinati. Hamadi e Carzan, confrontandosi con uditori diversi (il primo con gli studenti delle superiori, il secondo con quelli delle medie), hanno raccontato storie che entrano prepotentemente nel cuore dell’attualità. Entrambi attraverso i loro libri e le loro personali esperienze di vita. Shady Hamadi, a dispetto della giovanissima età (28 anni e più di una brillante prospettiva per la carriera di scrittore), ha dimostrato di possedere un’invidiabile conoscenza dei fatti storici. Una competenza indispensabile per ricostruire il tortuoso e magmatico complesso di vicende che hanno insanguinato per anni il Medioriente. I ragazzi che lo hanno ascoltato, quelli che soprattutto hanno avuto il pregio di apprezzarne le parole, hanno scoperto in un certo senso un mondo nuovo. Parte di queste scoperte è la storia tormentata della Siria, dove si combatte una guerra in cui s’incrociano tanti interessi e di cui i più deboli patiscono le conseguenze. Capace di provocare forti emozioni è stata anche la storia (uno spettacolo vero e proprio, in realtà) che lo scrittore palermitano Carlo Carzan ha illustrato ai ragazzi delle scuole medie ospitati nell’auditorium dell’Officina dei ragazzi. Erano quasi 150 e tutti hanno seguito con grande partecipazione la lezione “alternativa” di Canzan, che li ha più volte sollecitati, provocando un coinvolgimento spontaneo. «Sappiamo dire no? Urlare con forza il nostro dissenso – si è chiesto Carzan, rivolgendosi agli studenti – Per dire un grande no servono uno sguardo alto e la schiena dritta». E così, seguendo l’invito insolito e irresistibile del relatore, gli studenti hanno urlato il loro “No”. Un ottimo risultato «a patto che – ha ammonito Carzan – si ricordi che è facile dire no alle piccole cose, ma è da queste che comunque bisogna iniziare».

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