Due giorni di lezioni alternative per centinaia di studenti
TEMPIO. Shady Hamadi e Carlo Carzan hanno colto nel segno. Presenti in città per la tappa tempiese del festival della legalità “Conta e cammina”, i due scrittori hanno incontrato centinaia di...
TEMPIO. Shady Hamadi e Carlo Carzan hanno colto nel segno. Presenti in città per la tappa tempiese del festival della legalità “Conta e cammina”, i due scrittori hanno incontrato centinaia di studenti delle scuole cittadine, concedendosi anche (nel caso dell’italo-siriano Hamadi) un appuntamento con la cittadinanza. Tutto questo grazie all’associazione “Peppino Impastato” che è diventata in Gallura la base operativa del festival della legalità. Un impegno di cui continuano a giovarsi gli studenti delle scuole, ai quali i messaggi forti del festival sono in effetti quasi preferenzialmente destinati. Hamadi e Carzan, confrontandosi con uditori diversi (il primo con gli studenti delle superiori, il secondo con quelli delle medie), hanno raccontato storie che entrano prepotentemente nel cuore dell’attualità. Entrambi attraverso i loro libri e le loro personali esperienze di vita. Shady Hamadi, a dispetto della giovanissima età (28 anni e più di una brillante prospettiva per la carriera di scrittore), ha dimostrato di possedere un’invidiabile conoscenza dei fatti storici. Una competenza indispensabile per ricostruire il tortuoso e magmatico complesso di vicende che hanno insanguinato per anni il Medioriente. I ragazzi che lo hanno ascoltato, quelli che soprattutto hanno avuto il pregio di apprezzarne le parole, hanno scoperto in un certo senso un mondo nuovo. Parte di queste scoperte è la storia tormentata della Siria, dove si combatte una guerra in cui s’incrociano tanti interessi e di cui i più deboli patiscono le conseguenze. Capace di provocare forti emozioni è stata anche la storia (uno spettacolo vero e proprio, in realtà) che lo scrittore palermitano Carlo Carzan ha illustrato ai ragazzi delle scuole medie ospitati nell’auditorium dell’Officina dei ragazzi. Erano quasi 150 e tutti hanno seguito con grande partecipazione la lezione “alternativa” di Canzan, che li ha più volte sollecitati, provocando un coinvolgimento spontaneo. «Sappiamo dire no? Urlare con forza il nostro dissenso – si è chiesto Carzan, rivolgendosi agli studenti – Per dire un grande no servono uno sguardo alto e la schiena dritta». E così, seguendo l’invito insolito e irresistibile del relatore, gli studenti hanno urlato il loro “No”. Un ottimo risultato «a patto che – ha ammonito Carzan – si ricordi che è facile dire no alle piccole cose, ma è da queste che comunque bisogna iniziare».
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