In città il segretario generale Cei
Monsignor Nunzio Galantino parteciperà a un convegno sulla Misericordia
TEMPIO. L’annuncio è stato dato dal vescovo della diocesi di Tempio-Ampurias, monsignor Sebastiano Sanguinetti, in occasione del convegno sull’oralità di papa Francesco che ha avuto come ospite principale Bachisio Bandinu: il prossimo 7 maggio il segretario generale della Cei sarà a Tempio per partecipare a un convegno sulla misericordia organizzato dalla diocesi e dal circolo “Mazzolari”.
Come ha spiegato il vescovo, l’incontro con Galantino andrà letto alla luce di un percorso che nell’anno giubilare dedicato alla misericordia impegna l’intera diocesi. Sarà per la comunità cattolica della Gallura (ma probabilmente non solo per questa) un evento straordinario perché il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana è uno degli uomini di chiesa più vicini, non solo per l’alto incarico che riveste, a papa Francesco. Del convegno in programma per il primo sabato di maggio si sa che si svolgerà nell’auditorium del Seminario diocesano e che sarà coordinato da don Paolo Pala, rettore dello stesso Seminario. Il convegno di maggio è anche la conferma della proficua intesa collaborativa siglata dalla diocesi e dal Circolo "Don Primo Mazzolari", che, a dispetto delle tante iniziative di cui si è reso autore, deve ancora raggiungere il primo anno di vita. Del convegno si conosce però anche il titolo del convegno che, formulato in termini interrogativi, dovrà ispirare gli interventi di monsignor Galantino e degli altri relatori: “Quale misericordia in un mondo globalizzato dalla paura e dal disorientamento?”
Preannunciato proprio dal vescovo della diocesi gallurese, il titolo lascia intendere che il tema della misericordia sarà strettamente rapportato alla problematicità del tempo presente, condizionato fortemente da sentimenti e atteggiamenti di ostilità verso il prossimo. In un certo senso, Galantino e gli altri relatori (tra i quali viene data per certa anche la presenza dell'antropologo Bachisio Bandinu) dovranno chiedersi quanto coerenti e autentici siano da ritenersi azioni, propositi e pronunciamenti che, a parole almeno, vorrebbero fare loro l’appello del papa. Ridotta ad una pura formula verbale o a un imperativo astratto, la misericordia rischierebbe seriamente di trasformarsi in un atto e in una promessa mancati. È il grido di allarme di molti religiosi, ma anche di una grande parte del mondo laico sensibile ai richiami del pontefice argentino. (g.pu.)
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