La Nuova Sardegna

Olbia

Tempio, il decoro urbano sotto accusa

di Angelo Mavuli
Tempio, il decoro urbano sotto accusa

Il “Comitato civico essere cittadini” critico con l’amministrazione: «Fatto poco in undici mesi»

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. L’ultima riunione del “Comitato civico essere cittadini”, tenutasi nei locali dell’ex Biblioteca comunale, a valle del Parco delle Rimembranze, è stata dedicata in massima parte al decoro urbano. Spina nel fianco della passata amministrazione Frediani che giustificava il degrado affermando che «anche Milano e Roma erano sporchi e degradati», è stato detto durante l’assemblea, e spina nel fianco dell’amministrazione Biancareddu che «in quasi undici mesi di governo poco o niente di più ha fatto», hanno criticato ancora i presenti, le cui parole sono state supportate dalle significative immagini realizzate da Marco Ladu, esponente del Comitato civico essere cittadini. L’incontro, moderato, come sempre, dal presidente del Comitato, Paolo Sanna, ha visto la partecipazione anche dell’assessore comunale all’ambiente, polizia locale, protezione civile, sicurezza, viabilità urbana e rurale, Francesco Quargnenti e del consigliere comunale Tato Usai, delegato all’arredo e al decoro urbano. I due amministratori non si sono sottratti alle domande ed hanno accettato di buon grado i suggerimenti e le osservazioni arrivate dalla platea, un tantino più numerosa rispetto ai precedenti incontri. Le critiche sono state un “deja vu” spietato che da sei anni ormai fa parte anche delle foto ricordo di residenti e turisti: «La tanto declamata “città di pietra” – scrive Paolo Sanna nella sua relazione finale – con vie lastricate irrimediabilmente sconnesse da anni. Maldestri interventi di posa di cavi e tubature sotterranee. Facciate a vista delle di case, realizzate con lo splendido granito del Limbara, violentate da cavi elettrici e telefonici volanti (spesso pericolosi), da pompe di calore e da insegne commerciali che, se in regola (cosa della quale si dubita fortemente), non fanno che dimostrare l’assoluta inadeguatezza dei regolamenti edilizi finora adottati a tutela del centro storico».

Ma le critiche di Paolo Sanna hanno riguardato anche «la volgare catena che chiude il cancello d’ingresso al chiostro degli Scolopi, il degrado dell’area circostante la chiesetta di Nostra Signora, vecchio ormai di quasi un decennio – ha detto – , così come l’ immondizia attorno all’opera scultorea realizzata dal Liceo Artistico a valle del Parco delle Rimembranze, quella presente nelle pertinenze del comune, e l’abbandono in cui è lasciato il fantomatico “totem” informatico, all’ingresso dell’ufficio turistico di Piazza Mercato, mai utilizzato – ha concluso – sin dai tempi della giunta Pintus».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative