Cartelli vecchi e illeggibili vicino alla tomba dei giganti
CALANGIANUS. «Possibile che si lasci la tomba dei giganti di Pascareddha senza alcun cartello che possa illustrare l’importante monumento che è nel territorio del nostro comune? Sono andato con la...
CALANGIANUS. «Possibile che si lasci la tomba dei giganti di Pascareddha senza alcun cartello che possa illustrare l’importante monumento che è nel territorio del nostro comune? Sono andato con la mia bambina a visitare il sito ma i tre cartelli esplicativi erano illeggibili. Senz’altro la pioggia, le intemperie hanno danneggiato quei fogli che offrivano importanti indicazioni. Mi sono vergognato come calangianese quando sulla strada del rientro ho incontrato dei turisti che stavano arrivando nella zona.
Questo lo sfogo di un genitore che voleva soddisfare la curiosità della figlia la quale, a scuola, studia la civiltà nuragica e voleva visitare il monumento megalitico del territorio. Ed ecco, come dimostrano le foto, la situazione: effettivamente in quello scenario incantevole, la tomba dei giganti risalta ancor più nella sua maestosità, ma stonano in modo evidente quei tre cartelli consunti dalle intemperie. Cartelli che con tanta buona volontà furono collocati un paio d’anni fa in occasione di “Gallura monumenti aperti”. E che hanno evidentemente fatto il loro tempo. Nel corso delle sagre estive si allestiscono anche dei bus navetta per portarvi i turisti e centinaia di turisti vi si recano da aprile a ottobre. Servono insomma cartelli adeguati per presentare storia e architettura. La tomba dei giganti nel 1997 fu restaurata attraverso un impegnativo lavoro di scavo, finanziato dalla Cee attraverso il Comune e condotto dalla Soprintendenza archeologica di Sassari: i lavori furono guidati dall’archeologa Angela Antona. L’archeologa scrisse “La tomba di Pascareddha interessava una popolazione che viveva fra i nuraghi e villaggi di capanne nel ‘cantone’ di Monti di Deu ed è una testimonianza particolarmente significativa.
Il sepolcro, oltre ad accogliere, durante l’età del Bronzo Medio e Finale fra il XVII e XI sec. A. C.. i defunti dell’unità territoriale di Monti di Deu, costituiva anche la sede di riti dei quali la comunità era partecipe. (p.z.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
