Un convegno su magia, miti e tradizioni popolari sarde
TEMPIO. Dopo il recente convegno sul generale Stazza, un altro Service ben riuscito del Lions club cittadino, presieduto da Agostino Inzaina, ha attratto nei giorni scorsi un nutrito numero di...
TEMPIO. Dopo il recente convegno sul generale Stazza, un altro Service ben riuscito del Lions club cittadino, presieduto da Agostino Inzaina, ha attratto nei giorni scorsi un nutrito numero di studiosi, appassionati e cultori delle tradizioni isolane.
A dare prestigio al convegno, svoltosi nel Palazzo Pes Villa Marina, è stata la studiosa Dolores Turchi, ricercatrice delle tradizioni sulla magia e le memorie popolari, mettendo in luce una serie di racconti, testimonianze e documentazioni filologiche legate alla storia di leggende, miti e credenze di amuleti, oggetti sacri e superstizioni del passato, nell’arcana tradizione popolare sarda. Dopo l’iniziale apprezzamento espresso dal sindaco Andrea Biancareddu per questo tipo di iniziative, è stato proiettato e commentato un cortometraggio realizzato dall’architetto Luigi Stazza, abile documentarista, dal titolo “Riti, pratiche e preghiere tra religiosità e superstizione”. Durante l’ incontro, Dolores Turchi ha avuto modo di illustrare i rituali e le pratiche più arcane e spesso indefinibili, come quelle dell’Accabbadora e le usanze propiziatorie di matrimoni e cerimonie dei tempi passati, cui si ispirano anche oggi rituali legati al mondo del lavoro e della religione. L’ antropologa sarda, che ha soddisfatto diverse curiosità scaturite dall’osservazione delle singolari riprese di Stazza, ha descritto racconti arcaici legati al significato del “Mamuthone”, di sonagli e campanacci del carnevale sardo, che si riscopre essere meno legato alla fantasia delle leggende sarde e più fondato sui residui di una religione antica, farcita di entità fantastiche e demoniache. (v. ca.)
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