Olbia, controlli sulla filiera ittica: raffica di multe e sequestri di merce
Nel mirino della Capitaneria di porto ristoranti e pescherie che vendevano prodotti senza tracciabilità e autorizzazioni sanitarie
OLBIA. Prodotti ittici non tracciati, scaduti e di provenienza illecita. E' il risultato dei controlli eseguiti sul litorale e nei ristoranti di Olbia dagli uomini della Capitaneria di porto di Obia. Ingenti i quantitativi di merce sequestrata e numerose e salate le multe elevate nei confronti dei titolari delle attività e dei pescatori non in rtegola. La Capitaneria ha sequestrato circa 170 chili di Tonno rosso proveniente dalla Grecia senza la prevista documentazione, in un centro di spedizione di Olbia. L’esercente è stato sanzionato, 4mila euro di multa, e il prodotto ittico, dopo essere stato ispezionato dall'Asl è stato donato in beneficenza alla Comunità Arcobaleno di Don Andra Raffatellu.
Successivamente in un ristorante di viale Aldo Moro sono stati rinvenuti circa 9 kg di arselle senza rintracciabilità e tracciabilità, insieme a 3 chili di tartufi, 1 chilo di polpa di ricci e 9 chili di prodotti ittici più aragoste e capre di mare anch’essi senza rintracciabilità ne tracciabilità, congelati senza le previste autorizzazioni sanitarie. E' scattato il sequestro dei 37 chili di merce e sanzionato il ristoratore (3mila e 500 euro di multa).
Il 13 maggio la Capitaneria ha colto in flagranza due pescatori sportivi che dopo aver raccolto circa 4 chili di arselle nella zona di Poltu Quatu hanno venduto il prodotto ad un ristorante in Via Roma. Il personale della Guardia costiera di Olbia, con il supporto di una pattuglia dei carabinieri, è intervenuto per sequestrare il prodotto ittico privo di tracciabilità e profilassi sanitaria: il ristoratore è stato multato (verbale da 1.500 euro), la merce sequestrata e sanzionati anche i due pescatori, per un totale di 2mila euro a testa.
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