Hotel Romazzino, risequestrate 6 suite
Secondo la Procura di Tempio, le ville con piscina sarebbero state realizzate su aree sottoposte a tutela ambientale
PORTO CERVO. Puntuale, come la primavera, arriva l’ennesimo sequestro preventivo delle sei Family Suite realizzate dalla Sardegna Resorts srl sul mare di Romazzino. Il provvedimento, disposto ieri dal giudice delle indagini preliminari di Tempio Elisabetta Carta, su richiesta della procura della Repubblica di Tempio, è stato messo in esecuzione dai carabinieri del reparto territoriale di Olbia e dai colleghi del nucleo tributario della guardia di finanza di Sassari. I militari hanno notificato agli indagati – l’ex dirigente dell’ufficio tecnico di Arzachena Antonello Matiz assistito dagli avvocati Filippo e Gerolamo Orecchioni, Alexandra Dubrova, il progettista cagliaritano Tonino Fadda e l’ex amministratore delegato della Sardegna Resorts Srl, Mariano Pasqualone – il nuovo provvedimento giudiziario che inibisce l’uso delle sei residenze sul mare residenze, con piscina personale inclusa, sino a nuove disposizioni. Il capo della procura Domenico Fiordalisi aveva chiesto al gip il sequestro preventivo di diversi altri immobili e dependance realizzate, con gli aumenti di volumetrie previste dal “Piano Casa” (che consente l’aumento del 25 per cento sulla cubatura preesistente) dalla Sardegna Resorts Srl nel 2012, quando l’impero immobiliare e alberghiero era nelle mani di Tom Barrack. Ma il gip ha rigettato le istanze di sequestro motivando, caso per caso, il suo diniego al provvedimento cautelare. Nel caso del Pitrizza i presunti abusi accertati dai consulenti d’ufficio non supererebbero i trenta metri quadri sull’intera volumetria realizzata ex novo. Poco meno di dieci metri quadri sarebbero invece il “surplus” di mattoni gettato nel complesso alberghiero del Romazzino, abusi di entità tale da non motivare un provvedimento cautelare considerata la loro esiguità sotto l’impatto urbanistico, ambientale ed edilizio. Respinta anche la richiesta di sequestro preventivo per le nuove suite realizzate all’interno dell’Hotel Cervo, lo storico albergo incastonato al centro del centro turistico ideato e realizzato, negli anni Sessanta, da Karim Aga Khan. In questo caso, osserva il gip, non vi sarebbero aumenti di volumetrie in quanto sono stati trasferiti, per un miglior utilizzo delle infrastrutture ricettive, gli alloggi del personale trasformando quelle stanzette in Resorts, Spa compresa, a 5 stelle. Più complesse, invece, le ragioni giuridiche che hanno portato il gip ad accogliere e disporre il sequestro delle Family Suite, sei villette costruite su terreni adiacenti al complesso edilizio che ospita l’hotel Romazzino, scollegate dalla struttura principale e, in buona parte, realizzate su aree tutelate perché adiacenti alla fascia protetta sul mare, dove ogni abuso è insanabile. Com’era già avvenuto in passato per i due precedenti sequestri, c’è da aspettarsi, dallo studio legale di Roma che segue le annose vicende giudiziarie della Costa Smeralda, il ricorso al tribunale del Riesame contro l’ultimo provvedimento di sequestro. Un riesame che – questa la novità – potrebbe essere deciso dai giudici di Sassari, semprechè il Csm e il Ministero della giustizia sciolgano il quesito sulla competenza territoriale posto loro dalla presidenza del tribunale di Tempio all’indomani dell’abolizione della ex provincia Tempio–Olbia.
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