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Olbia

Sulla diga contesa ora parla il sindaco: non rubiamo l’acqua

di Angelo Mavuli
Sulla diga contesa ora parla il sindaco: non rubiamo l’acqua

Biancareddu replica all’ex tecnico comunale calangianese «Litigi inutili, abbiamo soltanto ripulito la struttura»

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TEMPIO. «Quanto l’amministrazione comunale tempiese sta facendo per risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico e per affrancarsi totalmente dalle acque del Lerno, non è rivolto solo alla città di Tempio ma all’intero territorio i cui centri riceveranno e pagheranno l’acqua in eguale misura».

Ad affermarlo in una nota è sindaco di Tempio, Andrea Biancareddu, «stupito - scrive -, per le affermazioni di Giovanni Ricciu, ex tecnico comunale calangianese, che, non capisco su quali basi, mi accusa di volere rubare l’acqua a Calangianus e di voler instaurare antiche leggi medievali. Dopo la cortese telefonata del sindaco di Luras, Marisa Careddu che mi ringraziava per avere provveduto alla pulizia del sito abbandonato e sepolto dalla vegetazione da oltre 50 anni, mi lascia stupito l’intervento di Ricciu, al quale chiedo come mai quel sito sia rimasto abbandonato per così tanto tempo. Premesso che, come dicono in Gallura, “per sposarsi o bisticciare occorre essere almeno in due”, premesso anche che non è assolutamente mia intenzione litigare con alcuno, provo a spiegare la vicenda che tanto preoccupa l’ex tecnico calangianese, al punto tale da indurlo a rinunciare, per una mattina, alla sua vigna. Dopo la segnalazione del sito da parte del tenente Vittorio Ruggero della nostra polizia locale, mi sono recato sul posto e visto lo stato di abbandono in cui quel tratto di montagna era stato lasciato, dal sito stesso ho telefonato al responsabile di Forestas, descrivendogli lo stato delle cose. L’indomani ho inviato al direttore generale di Forestas e a Giovanni Filigheddu, responsabile tecnico del Servizio territoriale di Forestas, una lettera con la quale chiedevo: “un intervento urgente di pulizia dell’invaso, finalizzato alle attività di Protezione Civile, consentendo l’utilizzo di tale bacino per prevenzione e lotta agli incendi nell’estate ormai imminente ed eventualmente per emergenza idrica”. In una immediata conferenza stampa, parlando dei vari interventi in atto per l’approvvigionamento idrico, ho elencato la riscoperta struttura, fra i siti da poter impiegare per tale scopo parlando espressamente di intero territorio. Così come per l’intero territorio, e in perfetta sintonia con le stesso, sono le sorgenti della Traversa, di Cappatu – Filaschedda e, mi auguro entro il 2018, anche della diga sul Rio Pagghjolu, i cui annunciati sette milioni del 2015, divisi in quattro annualità, saranno oggetto di esame in imminenti incontri con i tecnici di Abbanoa. Questo piaccia o non piaccia - conclude Biancareddu , è la realtà dei fatti. Con buona pace di chi non esita a voler apparire a ogni costo anche se su stati di fatto inesistenti».

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