Il baratto amministrativo resiste
La sentenza della Corte dei conti dell’Emilia non ha alcun effetto sulla delibera
OLBIA. Il baratto amministrativo è salvo. L’istituto giuridico creato per saldare i debiti con il Comune non sarà spazzato via dalla Corte dei conti. La sentenza del tribunale dell’Emilia Romagna che cancella lo strumento giuridico creato per saldare i debiti con il Comune, non avrà alcun effetto sulla delibera approvata dalla giunta. «Baratto amministrativo è una semplificazione – spiegano dall’assessorato al Bilancio guidato da Ninni Chessa –. Si tratta di un progetto di collaborazione. Una grande opportunità per i cittadini di collaborare con l’amministrazione per la gestione della cosa pubblica». Il Comune è certo di aver elaborato il provvedimento del baratto in modo da metterlo al sicuro da qualsiasi impugnazione. «Il Comune può concedere ai cittadini di fare interventi di cura e recupero di aree ed edifici pubblici in cambio di sgravi fiscali – spiegano ancora dall’assessorato –. La norma si ispira a esperienze già operative in altri ordinamenti come negli Stati Uniti dove l’ente locale assicura alcuni servizi non delegabili, come l’anagrafe, mentre i cittadini possono provvedere alla cura di altri servizi come la manutenzione delle strade, la loro pulizia in cambio di uno sgravio fiscale. In questo modo i cittadini beneficiano di un risparmio che va di pari passo con una minore spesa pubblica». Un esempio pratico del principio di sussidiarietà orizzontale, che non ribalta la dinamica delle competenze ma rafforza le sinergie. «Il provvedimento per cui gli uffici hanno predisposto il regolamento – concludono dall’assessorato – prevede che i comuni possano definire in quale settore di applica il patto di collaborazione cittadino-ente locale. I cittadini realizzano interventi di valorizzazione del territorio urbano o extraurbano. Il Comune concede la riduzione dei tributi locali. L'esenzione in ogni caso viene concessa solo per un periodo di tempo limitato, per specifiche tasse e attività ben definite». (se.lu.)
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