La Nuova Sardegna

Olbia

Radiologia, all’orizzonte c’è la telemedicina

Al Giovanni Paolo II non è prevista una Stroke unit, ma le nuove tecnologie possono colmare il vuoto

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OLBIA. L'ictus rappresenta oggi la seconda causa di morte nei paesi industrializzati, dopo la cardiopatia ischemica e prima della patologia oncologica. Dal 15 al 30% dei pazienti colpiti da un ictus ischemico muore entro un mese e maggiore è la mortalità dai trenta giorni in poi tra coloro che vengono colpiti da ictus emorragico. Dati, questi, emersi in un convegno organizzato al museo archeologico durante il quale si è parlato delle terapie e dei trattamenti attuati e delle strutture che, nell’isola, sono in grado di gestire questi pazienti 24 ore su 24. Vincenzo Bifulco, primario di radiologia al Giovanni Paolo II, che ha organizzato l’appuntamento, ha potuto contare sul supporto di neuroradiologi e neurologi di Roma dell'Università La Sapienza e dell'Azienda ospedaliera Sant'Andrea (Alessandro Bozzao, Mario Beccia, Andrea Romano e Giudo Trasimeni). Tra i moderatori Tea Cau, responsabile della neurologia di Olbia, Anna Ticca alla guida della Stroke unit di Nuoro (l’unità specializzata per la cura dell’ictus) e Antonio Manca responsabile della stroke Unit di Sassari. In Sardegna, è stato ricordato, sono presenti tre Stroke Unit (Cagliari, Sassari e Nuoro) e, come hanno dichiarato Manca e Ticca, nei loro centri viene eseguita la trombolisi entro le 4-5 ore dall'inizio dei sintomi ed entro 6 ore, grazie alla radiologia interventistica, è possibile la rimozione meccanica del trombo per via endoarteriosa. È fondamentale che i pazienti con sospetto ictus vengano trasportati immediatamente dal 118 nel centro stroke più vicino, perché più precoce è il trattamento trombolitico migliore sarà il recupero funzionale del paziente. La radiologia del Giovanni Paolo II ha già le competenze, le attrezzature e il personale ma non può garantire queste terapie proprio perché nella rete regionale non è prevista per Olbia la Stroke unit. Ecco perché, secondo Bifulco «è allora sempre più attuale e necessario sviluppare e realizzare la rete di telemedicina che consente di trasmettere on line le immagini e le informazioni utili agli operatori delle Stroke unit per valutare la terapia più idonea. Consentendo quindi una equità di trattamento ai pazienti con residenza lontana dal centro stroke». Al convegno hanno partecipato 120 operatori sanitari, 15 specializzandi e altre figure professionali. (s.p.)

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