L’Asl 2: basta con falsi e inutili allarmismi
La Direzione sanitaria smentisce il trasferimento a Olbia del reparto di Otorinolaringoiatria
TEMPIO. La Asl di Olbia mette freno alla diffusione di notizie allarmanti per i pazienti, «che nulla hanno a che vedere con la buona sanità», si legge in una nota. Il documento arriva dopo due giorni di dure polemiche nate per la chiusura del servizio Oncologico a causa della assenza di un’ infermiera (che ha fatto scattare una diffida del sindaco Biancareddu a riaprire entro cinque giorni), e dopo un comunicato choc della Funzione pubblica della Cisl che rivelava l’imminente trasferimento ad Olbia dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria e l’accorpamento, a breve, in un’unica area, della Chirurgia, Ortopedia, Ginecologia ed Ostetricia. «L’azienda – si legge nel comunicato – ribadisce che, in attesa della conclusione dei lavori di messa a norma del quarto piano del Dettori, è indispensabile che l’area delle degenze di Chirurgia e di Otorinolaringoiatria siano unificate nei locali del quinto piano già opportunamente ristrutturati e climatizzati».
Il comunicato conferma anche che ad agosto, «per tre settimane, così come concordato con gli operatori, anche l’attività di degenza del reparto di Ortopedia (nei quali l’attività chirurgica ordinaria verrà sospesa come tutte le estati), verrà trasferita al quinto piano. Non è concepibile, invece – prosegue il comunicato –, che si possano accorpare nella piattaforma Chirurgica i letti di Ostetricia e Ginecologia, così come dichiarato da qualche sigla sindacale». In merito al punto nascita, l’Asl 2 ribadisce che la direzione si atterrà agli atti di programmazione regionale in corso di approvazione.
Definisce, poi, «prive di fondamento le illazioni sul trasferimento ad Olbia del reparto di Otorinolaringoiatria». La nota si conclude sottolineando che «il miglioramento dei servizi, anche in un momento di difficoltà come questo, è l’unico obiettivo a cui tutte le strutture aziendali, in primis questa direzione, mirano. Ancora una volta si ribadisce la disponibilità a dialogare con tutti, ma non si intende accettare che qualcuno speculi per interessi personali e di parte sulla salute dei cittadini». (a.m.)
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