Sul Piano Mancini ora si sfiora la rissa
Centrosinistra e centrodestra a muso duro. Fasolino (Fi) a Meloni (Pd): «Infanga l’avversario, è una caduta di stile»
OLBIA. Che sarebbe stato il Piano Mancini il più duro terreno di scontro tra i due candidati al ballottaggio era facilmente prevedibile. Che lo scontro si sarebbe esteso anche ai massimi rappresentanti del centrosinistra e del centrodestra, invece, non era affatto scontato. Eppure è andata proprio così: dopo Carlo Careddu e Settimo Nizzi adesso sono Giuseppe Meloni e Giuseppe Fasolino, entrambi consiglieri regionali, a dirsene di tutti i colori sui rispettivi profili Facebook.
Ieri è stato Giuseppe Fasolino, coordinatore provinciale di Forza Italia, a replicare al collega Giuseppe Meloni del Pd sul tema alluvione e dintorni. Con un post su Facebook, Meloni aveva infatti chiesto di tacere ai «primi responsabili (a causa di scelte urbanistiche vergognose fatte) delle alluvioni del 2013 e del 2015». Non aveva fatto nomi, ma il messaggio era indiscutibilmente rivolto a Settimo Nizzi, ex sindaco di Olbia, che per tutta la campagna elettorale ha annunciato, in caso di elezione, la ferma volontà di cancellare con un colpo di spugna il Piano Mancini per la salvaguardia idrogeologica della città, voluto e approvato dall’amministrazione comunale guidata da Gianni Giovannelli subito dopo la tragedia del ciclone Cleopatra.
Giuseppe Fasolino, a sua volta, ha pubblicato sempre su Facebook una replica alle accuse di Meloni, naturale sostenitore di Carlo Careddu, candidato sindaco della Coalizione civica e democratica. «Reputo l’intervento del consigliere regionale Meloni, qualora fosse rivolto al nostro candidato sindaco, una vera e propria caduta di stile – scrive Fasolino –. Sarebbe stato più normale difendere il Piano Mancini motivando bene questa scelta, ma, non riuscendoci, è stato più facile infangare l’avversario». (m.b.)
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