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Olbia

Al liceo dettori

A lezione con l’economista Savona

A lezione con l’economista Savona

Nell’incontro con gli studenti ha parlato di crisi, prospettive e utopia

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TEMPIO. Non ci sono soluzioni sicure, la crisi è dura e forse salutare, le prospettive incoraggianti, ma è in momenti come questi che l’utopia può farsi necessaria. È un po’ questo, in sintesi, il messaggio che l’economista Paolo Savona ha voluto trasmettere agli studenti del liceo Dettori che lo hanno intervistato sui contenuti del suo ultimo libro. «Un libro – ha tenuto a precisare l’ex ministro del governo Ciampi – che è stato scritto in un contesto particolare, in quell’Oxford, epicentro della cultura inglese accademica inglese, di cui i giovani sono gli abituali frequentatori». E così, ideato, elaborato e scritto in un ambiente così votato alla didattica, il libro dell’economista che molti ricordano per essere stato anche il presidente del Cis non poteva non rivolgersi anche in questa circostanza ai più giovani. A richiederne la presenza è stato proprio Savona, che, non risparmiando energie e buoni consigli, ha risposto punto su punto alle domande, molte e tutte impegnative, che gli sono state rivolte.

Dopo il saluto di benvenuto del sindaco Andrea Biancareddu, che si è detto onorato della presenza dello studioso in città e in quella che è stata la sua scuola, e prima delle parole finali della professoressa Francesca Currò, dirigente scolastico del Dettori, gli studenti, secondo il rito di un incalzante question-time, hanno posto le loro domande al prestigioso ospite. Molte di queste sono scaturite dalla preoccupazione per gli scenari futuri in cui, in un modo o nell’altro, saranno chiamati ad agire. Quanto potranno essere protagonisti del futuro che verrà, questo, ha lasciato chiaramente intendere Savona, dipenderà da loro. «Proprio il futuro – ha sostenuto – è la maggiore risorsa che i giovani hanno a disposizione», facendo così capire che questo non deve essere ipotecato o condizionato dalle scelte di chi tiene stretto in mano il timone della politica. «Certo – ha fatto presente Savona – alla carica di entusiasmo di chi è giovane e ha davanti a sé il futuro non deve mancare l’esperienza di chi può fare tesoro del passato». Liquidare il passato, sotto lo slogan di convenienti e sommarie rottamazioni, non sarebbe dunque un’azione raccomandabile. Più che consigliabile è invece incoraggiare i giovani a fare esperienza del mondo perché trovino nel giusto equilibrio tra Stato, mercato e libertà la ricetta politica per gli anni a venire. (g.pu.)

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