La Nuova Sardegna

Olbia

Giovannelli: «Spero che vinca Careddu»

di Enrico Gaviano
Giovannelli: «Spero che vinca Careddu»

Il sindaco fa il bilancio di 9 anni di mandato e spinge la Coalizione democratica: «Serve continuità amministrativa»

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OLBIA. «Nove anni da sindaco? Ne avrei potuto fare dieci senza quella follia della sfiducia votata dalla maggioranza di centrodestra». Parte subito all’attacco il sindaco Gianni Giovannelli. Domenica sera dovrà smettere la fascia tricolore, passare il testimone al vincente del ballottaggio: Carlo Careddu e Settimo Nizzi. Per questo ieri ha convocato una conferenza stampa in municipio, passando in rassegna i nove anni da sindaco, i due mandati, gioie e dolori di questa lunga avventura che si concluderà con il ballottaggio. E, a questo proposito, Giovannellli dice subito: «Auspico e mi auguro la vittoria di Carlo Careddu. Ci sono diverse cose importanti avviate per la città e dunque l’ideale sarebbe la continuità amministrativa». Sempre per cio che riguarda le elezioni, ricorda che aveva anche pensato di scendere in campo, con una lista del sindaco ma poi ha cambiato idea. «Ho vissuto con un certo imbarazzo – ammetter – il fatto di non vedere riproposta la coalizione che aveva vinto le elezioni nel 2011. Io avevo lanciato l’idea di riunire le due aree, e se ciò fosse successo, avrei sicuramente proposto una lista Giovannelli. In mancanza di questo accordo, e per lavorare meglio negli ultimi mesi di mandato, ho preferito non scendere in campo». Le elezioni sono comunque sempre al centro dell’interesse dei giornalisti. Così alla domanda sul risultato altalenante al primo turno degli assessori candidati replica. «Mi sembra che la maggior parte siano andati bene, anche Giovanna Spano – ricorda – che era in una lista difficile. E anche Gesuino Achenza direi. Però il giudizio su di loro lo do io: sono stati tutti bravissimi, una squadra eccezionale, con cui ho lavorato molto bene».

Dovendo fare un bilancio dei nove anni, l’obiettivo più bello raggiunto lo individua subito. «Direi il Mater Olbia. Importante essere riusciti a portare in città una struttura che servirà molto alla Sardegna. Sappiamo tutti cosa sono i viaggi della speranza, ecco, con il Mater cambierà davvero tanto per la sanità e per la gente».

C’è anche un’ombra, il processo in cui è uno degli imputati, sull’alluvione del 2013. «Questo processo – dice – lo vivo con preoccupazione perché non sono abituato a frequentare le aule giudiziarie.Ma affronto il tutto anche con la consapevolezza di aver operato bene. Sono fiducioso insomma. Certo è che la città ci è stata consegnata con grandi fragilità e quell’alluvione ci ha cambiati tutti, ha cambiato lper sempre Olbia».

Inevitabile entrare su uno dei temi più importanti della campagna elettorale, il piano Mancini. «C’è stato un grande lavoro da parte del consiglio comunale – sottolinea –. Abbiamo scelto di affidare la progettazione al professor Mancini per poter arrivare in tempo a prendere i finanziamenti del piano strategico Italia sicura. Ho ricevuto anche una busta con dei proiettili dentro, ci invitavano a soprassedere. Ma noi siamo andati in fondo, perché dovevamo fare un piano di mitigazione. Ora un candidato dice che arriva e cancella tutto. È solo demagogia, populismo. Togliere il piano Mancini significa perdere i finanziamenti. Voglio vedere chi si assume la responsabilità in consiglio comunale di votare il blocco dei lavori del primo lotto, che riguarda la demolizione delle opere incongrue».

Spazio anche per il rapporto con il Cipnes. «Spesso conflittuale – dice –, ma ora occorre che i due enti collaborino davvero. Il Cipnes non può sollevare le tariffe rifiuti. Alla fine a noi converrebbe portare i rifiuti nella penisola. Dunque meglio che si trovi un dialogo e una collaborazione». Giovannelli ringrazia tutti, i collaboratori, i giornalisti, tutta la città. Il suo prossimo progetto è chiaro: «D’ora in poi addio alla politica. Farò il nonno».

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