La Nuova Sardegna

Olbia

Il golfo da riscoprire: l’Insula felix naviga nel regno dei cozzari

di Dario Budroni
Il golfo da riscoprire: l’Insula felix naviga nel regno dei cozzari

I turisti a bordo del catamarano di Giommaria Craboledda In tour dall’isola Peddone al vecchio faro dell’isola Bocca

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OLBIA. Funziona come un piccolo bus scoperto. Ma alle calde strade asfaltate preferisce il mare e i segreti nascosti tra le isole Bocca e Peddone. È un mini catamarano a motore e da qualche settimana accompagna i turisti alla scoperta del golfo olbiese. Quello più interno e sconosciuto, dove la storia e i tesori ambientali si intrecciano con i mestieri di una volta. L'imbarcazione Insula Felix è una novità assoluta. Il suo tour tra filari di cozze, faro e foce del Padrongianus è un viaggio che valorizza un patrimonio enorme ma da sempre snobbato o sottovalutato. Una idea che nasce dall'associazione fondata pochi mesi fa da Giommaria Craboledda, 92 anni, originario di Ozieri e divenuto ricco in Francia commerciando peperoni.

Storia e natura. L'Insula Felix parte dal molo accanto al museo archeologico. Poi pian piano si spinge verso i filari delle cozze e l'isola Bocca, dove svetta il faro simbolo della città. Ad accompagnare i turisti al momento c'è una audioguida, ma si sta pensando di coinvolgere delle guide in carne e ossa. «L'obiettivo è quello di raccontare Olbia dal punto di vista del mare - spiega Dario Maiore, coordinatore dell'associazione insieme a Luciano Bisogni -. Sono due gli aspetti su cui ci soffermiamo: storia e natura. Per esempio raccontiamo l'arrivo dei fenici, dei greci, dei romani, poi l'attacco dei vandali. Ma parliamo anche di una grande battaglia tra romani e cartaginesi che ci fu nella parte più ampia del golfo, senza dimenticare il periodo giudicale». Ma Insula Felix riserva un certo spazio anche ai mestieri e alle specie che popolano il golfo interno. Così il biologo Benedetto Cristo che parla dei tesori naturalistici del golfo e soprattutto degli allevamenti di cozze e arselle.

Piatto forte. Tutti lo vedono ma in pochi ci hanno messo piede. È il faro dell'isola Bocca, attivato nel 1887, una torre bianca di forma quadrangolare e alta 22 metri. Un luogo ricco di fascino che l'imbarcazione Insula Felix raggiunge tra lo stupore generale di turisti e olbiesi che prendono parte al tour. Il faro, perfettamente funzionante grazie a un sistema automatico, purtroppo non può essere visitato al suo interno. Ma camminare ai suoi piedi, magari dopo un buon aperitivo a bordo, è per molti una esperienza difficile da dimenticare. Soprattutto per gli olbiesi.

L'associazione. Insula Felix ha diversi progetti in cantiere. Quello del tour del golfo con il piccolo catamarano è appena partito e sta riscuotendo già un certo successo. Si può viaggiare su prenotazione e per salire a bordo è necessario iscriversi all'associazione. Da settembre, invece, saranno coinvolte anche le scuole del territorio: un modo per far scoprire i segreti del golfo agli studenti di tutte le età. Inoltre l'associazione sta promuovendo un gemellaggio con Hyères, una città francese che si affaccia sul Mediterraneo e che in passato si chiamava Olbia. E che proprio come l'Olbia gallurese fu abitata dai fenici, dai greci e poi dai romani. Inoltre l'associazione Insula Felix, tra qualche mese, presenterà una antica e inedita carta della città. Una mappa del Settecento con toponimi e sorprese di carattere storico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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