Torna di attualità il progetto ideato dalla Quay Royal
Poco più di un anno fa il Tar aveva riaperto i giochi per la Quay Royal, la società pronta a costruire un polo per maxi yacht al Molo Brin. Nel giugno dell’anno scorso i giudici amministrativi...
Poco più di un anno fa il Tar aveva riaperto i giochi per la Quay Royal, la società pronta a costruire un polo per maxi yacht al Molo Brin. Nel giugno dell’anno scorso i giudici amministrativi avevano infatti annullato gli atti del Comune con cui il progetto era stato primo sospeso e poi bocciato. Il ricorso della società «deve essere accolto - recitava la sentenza – stante la fondatezza delle censure di eccesso di potere per contraddittorietà dei contatti precedenti, illogicità, difetto di istruttoria e di motivazione». L'iter del progetto della Quay Royal era iniziato nel 2004 quando la società chiese all’Autorità portuale la concessione demaniale per realizzare e gestire un molo da diporto per maxi yacht tra il Molo Brin e l'Isola di mezzo. Nel 2007 la procedura fu sospesa per la mancanza del piano regolatore del porto. Nel 2014 l'iter riprese e nel corso della conferenza di servizi il progetto venne bocciato proprio per l'assenza del piano portuale. Il progetto di un porto turistico esiste già. Era stato quindi presentato al Comune nel 2004, allora guidato da Settimo Nizzi, dalla Quay Royal, società privata che ha tra i suoi azionisti anche una cordata olbiese di imprenditori. La Quay Royal era nata dalla fusione della General port services, società al 100% con soci olbiesi e la Italian blue Llc, con sede a Cheyenne, nel Wyoming.
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