La Nuova Sardegna

Olbia

Suore in missione dalla Gallura nel cuore dell’Africa

Stefania Puorro
Suor Luigia Leoni in missione in Africa
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Suor Luigia Leoni in missione in Africa

Viaggio nell’ex Zaire della Congregazione di Gesù Crocifisso: «Per gli ospedali occorre di tutto, appello alla solidarietà»

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OLBIA. Nel cuore dell’Africa nera, il bisogno di aiuto è infinito. Lì, dove i tanti conflitti hanno fermato lo sviluppo nonostante le ricchezze del sottosuolo, e dove si continua a morire di malaria, di morbillo e di malattie gastrointestinali. «E’ per questo che noi, come Congregazione Figlie di Gesù Crocifisso della diocesi di Tempio Ampurias, non interrompiamo la nostra missione di solidarietà». Parole di suor Luigia Leoni (direttrice della Caritas diocesana), e di madre Feliciana Moro, superiora generale: sono da poco rientrate dalla Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), uno dei più vasti paesi africani dove, ancora oggi, mancano quasi totalmente infrastrutture e servizi.

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«Come congregazione siamo lì da 40 anni, e ancora oggi nelle zone più interne, quelle devastate dall’arretratezza, non arriva la posta da tanto tempo - dicono le due suore -. Sembra incredibile, ma è così. In Brasile, dove da 50 anni portiamo il nostro aiuto, tutti hanno il cellulare, per comunicare. In alcune zone dell’ex Zaire, non sanno nemmeno che cosa sia. In una terra che produce e dove ci sono giacimenti di oro, diamanti e dove c’è tanto petrolio, appare solo il volto di un paese da Terzo Mondo. Eppure, c’è tanta voglia di mettersi in gioco, soprattutto tra i giovani. Giovani che vogliono studiare, per dare una svolta alla loro vita. E la dimostrazione arriva anche da una delle nostre “case”, dove abbiamo creato un liceo con tre indirizzi: lo frequentano circa 1000 ragazzi, ma se ci fosse spazio potrebbero essere molti di più».

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Le “case” di cui parla suor Luigia, sono le strutture che hanno creato nel tempo come congregazione con l’aiuto di tanti benefattori. «Abbiamo due ospedali nella zona equatoriale più disastrata (uno dei quali, a Yakamba, intitolato a Roberto Bazzoni e Antonio Sircana) per far funzionare i quali dobbiamo comprare tutto. Persino siringhe e garze. E, da anni, garantiamo un’assistenza grazie all’associazione Bazzoni onlus e all’Operazione Africa. Poi abbiamo il liceo, un’altra scuola per i bambini piccoli, due centri e un padiglione per denutriti».

Uno degli obiettivi che la congregazione vuole raggiungere è quello di rendere le suore del posto sempre più autonome. «Le abbiamo tutte riunite in quest’ultimo viaggio e c’è stato un passaggio epocale: la responsabile regionale di tutte le “case” adesso è una suora africana.Si occuperà del coordinamento, e le novizie che stanno seguendo il corso di formazione l’affiancheranno». Ma la formazione va oltre. «Stiamo facendo un attento lavoro con le donne del posto - aggiungono suor Luigia e madre Feliciana -, partendo dalla quotidianità: adesso stanno cominciando a mangiare con la famiglia e non più quando terminano marito e figli. Tutte le nostre suore sono diplomate, alcune sono già laureate e tante hanno iniziato l’università. Perché è arrivato il momento che siano le artefici del loro futuro: e così è in atto un progetto di accompagnamento di 3 anni».

Suor Luigia e madre Feliciana sono rimaste nell’ex Zaire per un mese, come hanno già fatto altre volte. «E’ un altro mondo. Quando arrivi lì, stai male, soffri. E allora le tue esigenze scompaiono. Perché conta solo fare qualcosa per quelle popolazioni. Tutti, anche con poco, possono dare una mano: ci occorrono farmaci e strumenti per gli ospedali, ma chi lo volesse può adottare un bambino a distanza. Il numero da contattare è questo: 079-631173».

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