La Nuova Sardegna

Olbia

Nizzi si riprende la fascia: «Dialogheremo con tutti»

di Serena Lullia
Nizzi si riprende la fascia: «Dialogheremo con tutti»

Il neo sindaco si insedia a Poltu Quadu e detta l’agenda dei prossimi impegni: demolizione opere incongrue secondo il Piano Mancini e nuove regole sui dehors

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OLBIA. Indossa la fascia tricolore extra large fresca di lavanderia con un po’ difficoltà. È promette che per la prossima volta il sarto l’avrà messa a misura. La quarta volta da sindaco per Settimo Nizzi ha l’emozione della prima volta. Il neo primo cittadino la supera a modo suo, con il sorriso e l’improvvisazione. Riesce persino a personalizzare la formula del giuramento. Al tradizionale "giuro di essere fedel alla Costituzione italiana” aggiunge. «Giuro di essere fedele non solo allo Stato ma anche alla mia comunità. Lo giuro”. L’applauso del pubblico segna l’inizio della quarta amministrazione Nizzi.

Più cittadini che partiti. Il nuovo Consiglio è un mix di volto nuovi e vecchie conoscenze. Facce emozionate, pubblico tipico della luna di miele elettorale. Più cittadini che padri dei partiti o big della politica. La burocrazia tipica dell’insediamento regala sbadigli per mezzora. Lettura dei regolamenti, convalida degli iscritti. La prima emozione arriva con la nomina del presidente del Consiglio comunale.

Mura presidente. Forzista e nizziano convinto, ma anche uomo del dialogo e della moderazione. La nomina di Gian Piero Mura a presidente del Consiglio incontra il favore anche delle minoranza. Nel segreto dell’urna sono solo due le schede bianche che dovrebbero appartenere ai due pentastellati. Mura prende la parola, emozione evidente, voce tremante. «La città ha bisogno di un Consiglio comunale unito e forte, che si possa presentare per rivendicare i suoi diritti dice – afferma -. Saluto l’amministrazione uscente che si è trovata ad affrontare due circostanze gravissime. Le alluvioni del 2013 e del 2015. Le hanno affrontate in prima linea con tutto il dolore di quei momenti. Siamo consapevoli che si è creato un distacco tra la politica e la città. Dobbiamo ricucire questo strappo, ascoltare la gente e i giovani». Mura scossa poi una delle sue note stilettate d’autore ai 5 stelle. «Non è bello dire “votatemi perche non ho mai fatto politica”. È un messaggio diseducativo. Ai giovani dobbiamo invece dire che la politica è lo strumento attraverso cui si studia, si propone e si progetta il futuro della città. Io faccio parte di una coalizione e del centro destra, sono contento di aver partecipato alla vittoria di Nizzi ma nel mio ruolo di presidente mi atterrà ai regolamenti e li applicherò in modo uguale per tutti, con equilibrio».

Onore e orgoglio. «Essere stato chiamato a rappresentare ancora una volta questa comunità, essere sindaco è la cosa più bella e più forte che un essere umano possa vivere - esordisce il sindaco Nizzi –. Continueremo a lavorare come sempre abbiamo fatto con determinazione e trasparenza. Siamo abituati a fare le cose alla luce del giorno. La città ci chiede di lavorare uniti al di là della politica di appartenenza». Nizzi passa poi alla fase operativa.

Piano Mancini e dehors. La delibera sui dehors non sarà rottamata come annunciato in campagna elettorale. Ma modificata in alcune parti. «Sul piano Mancini stiamo organizzando una assemblea con esperti locali, regionali e nazionali. Vogliamo la scelta migliore per la nostra città». Nel frattempo però Nizzi porterà avanti l’abbattimento delle opere incongrue, pilastro del Piano Mancini .

Più soldi per tutti. «Metteremo a disposizione un contributo per chi ha perso il lavoro da uno o due anni, a chi manca qualche anno alla pensione, ha una disabilità – annuncia Nizzi –. Ho già dato mandato al dirigente per una ricognizione delle risorse di bilancio».

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