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Olbia

Le minoranze: «In giunta un’altra donna»

L'intervento di Patrizia Desole (Pd) nel primo consiglio comunale
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L'intervento di Patrizia Desole (Pd) nel primo consiglio comunale

I consiglieri del Pd e del M5s chiedono a Nizzi di rivedere la composizione della sua squadra

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OLBIA. Dimenticano i colori di appartenenza, tutte unite nella battaglia rosa. Le minoranze firmano un documento unitario con cui chiedono al sindaco di nominare un assessore donna in più nella giunta. La proposta elaborata dalla Coalizione civica di Carlo Careddu è stata subito sposata dal gruppo misto di cui fanno parte i 5 Stelle e Alleanza civica. «La maggioranza consiliare sulla quale il sindaco potrà contare nel suo mandato e dalla quale ha sempre dichiarato di voler attingere per la scelta degli assessori, è formata da numerosi esponenti di genere femminile tra i quali, ne siamo convinti, ci sono personalità e professionalità di sua fiducia - si legge nel documento - . Non sussiste alcun motivo per aggirare il disposto della legge 56/2014 che stabilisce che il genere meno rappresentato debba contare almeno sul 40 per cento di partecipazione alla giunta». Le minoranze vanno dritto al punto. Nizzi rinunci a un assessore uomo e al suo posto faccia entrare una donna. «La giunta, nella sua composizione è oggi irregolare e illegittima - prosegue la nota - potendo contare solo tre assessori donne. Nel caso in cui non si procederà a regolarizzarla entro 5 giorni da oggi, saremo costretti a rivolgerci alle autorità giudiziaria amministrativa».

Appassionato l'intervento sulla parità di genere in giunta del consigliere del Pd, Patrizia Desole, vice presidente del Consiglio. "Con il voto la città ci ha dato mandato di adottare le scelte migliori per Olbia attraverso il confronto e il dialogo - dichiara Desole -. Spetta al sindaco favorire un clima collaborativo, rispettoso di tutti i punti di vista, anche della minoranza. Credo che questo possa e debba farci riflettere sul fatto che bisogna restituire alla politica la sua funzioni nobile: l'arte di governare la società. E le donne molto possono fare per dare linfa alla politica. Grazie alla legge elettorale, che prevede la doppia preferenza di genere, siamo finalmente molte nelle istituzioni. L'obbligo di essere rappresentate con il 40% nelle giunte è necessario e risponde al giusto principio delle pari opportunità. Invito il sindaco a ottemperare alla legge e gli ricordo che in campagna elettorale dichiarò di voler garantire il 50% delle donne. Spero che non voglia limitarsi a questo, ma a promuovere a tutti i livelli il gender mainstreaming, azioni specifiche per valorizzare le donne in tutti gli ambiti e rimuovere le discriminazioni di genere. La questione femminile è una priorità nonostante la parità dei diritti sancita dalla legge. Ci sono ostacoli reali di tipo politico, culturale, familiare, economico che non permettono la loro piena applicazione». Desole amplia il suo discorso. «Olbia ha una 'identità sarda, mediterranea e multiculturale - aggiunge -. Qui convivono 60 etnie. Si deve favorire la comunicazione e sviluppare ancora di più una cultura della accoglienza e della solidarietà. Auspico una politica improntata alla trasparenza, attenta alle esigenze di tutti, donne e uomini, che incida sul futuro delle nuove generazioni e promuova maggiore partecipazione democratica». (se.lu.)

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