La Nuova Sardegna

Olbia

Rogo al Tampanama la faccia di un uomo ripresa da un video

di Walkiria Baldinelli

Santa Teresa, svolta nelle indagini per l’attentato al bistrò Una sola la persona che ha appiccato il fuoco a tre auto

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SANTA TERESA. Non un azione di gruppo, ma il gesto di una sola persona. Sull’attentato incendiario al bar-market Tampanama di Capo Testa emergono preziosi elementi di indagine. Sull’episodio i carabinieri tengono il più stretto riserbo, ma da alcune indiscrezioni emerge che il rogo doloso di un mese fa sarebbe stato appiccato da un uomo. È una sola l’immagine filmata dalle telecamere private che hanno immortalato la scena. L’incendio, partito da alcune auto si era esteso al bistrò e anche agli appartamenti al piano superiore. Il bistrò, nonostante fosse andato in parte distrutto, non ha mai chiuso i battenti. Ritinteggiata la facciata dell’edificio, annerita dal fumo, al piano superiore sono di nuovo agibili gli appartamenti affittati ai turisti da uno dei proprietari.

I carabinieri della compagnia di Tempio, guidati dal comandante Giovanni Bartolacci e i colleghi di Santa Teresa, coordinati dal maresciallo Daniele Antonucci, hanno ristretto il cerchio attorno ad alcuni sospettati. I fotogrammi di alcune immagini riprese dalle telecamere di privati avrebbero portato i militari a una svolta inaspettata delle indagini. Ad appiccare il rogo intorno alle tre del mattino del 16 giugno sarebbe stata una sola persona. Le fiamme distrussero in pochi minuti tre auto parcheggiate davanti al’'edificio che si trova lungo la strada provinciale di Capo Testa, vicino alla spiaggia di zia Colomba, e parte della zona al piano terra del bistrò Tampanama: la zona del market, dei bagni e della cucina. L’innesco, avevano spiegato i carabinieri, era stato posizionato accanto al fuoristrada stato noleggiato da una famiglia olandese e ritirato da poco dalla concessionaria. Era scampata all'atto criminale, assieme ad altri turisti che stavano dormendo negli appartamenti al primo piano dell'edificio, fra loro c'era anche una bambina. Superato lo choc iniziale la situazione era tornata alla normalità. Il market bar è di proprietà della famiglia Muntoni, molto conosciuta in paese. Il locale, dato in gestione, aveva aperto i battenti una settimana prima dell’attentato nel cuore della notte. I turisti, svegliati di soprassalto, erano riusciti in fretta a scendere in strada, in attesa dei soccorsi di carabinieri e vigili del fuoco.

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