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Olbia

Ritornano le prostitute a Olbia: scattano le proteste

Prostitute in attesa di clienti a Olbia in un'immagine d'archivio
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Prostitute in attesa di clienti a Olbia in un'immagine d'archivio

Gli abitanti del quartiere della Sacra Famiglia: «Il comune ripristini la vigilanza notturna»

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OLBIA. Dalle strade ai condomìni. Per continuare a fare il mestiere più antico del mondo. Un “trasloco” obbligato per le numerose prostitute che, anche in città, hanno venduto il loro corpo sul marciapiede per anni. E c’è un perché: era stata intensificata l’attività di controllo e non era mancata la costante vigilanza notturna della polizia locale.

Ma qualcosa, ora, è di nuovo cambiato. Le lucciole sono tornate sulle strade, sempre in quel quartiere (la Sacra Famiglia) che per lungo tempo ha protestato e manifestato. Sino a quando, nel 2011, si è liberato del sesso a pagamento davanti a porte e finestre.

«Avevamo ormai ritrovato la serenità - dice un gruppo di abitanti della zona -; uscivamo a tutte le ore senza doverci trovare in mezzo a liti furibonde e a trattative accese tra clienti e prostitute vicino alle nostre case. Invece, da una settimana, le prostitute sono riapparse sia in alcune zone di via Roma che in via Redipuglia. Non vorremmo rivivere ciò che siamo stati costretti a sopportare per un periodo interminabile. E così, alla nuova amministrazione, chiediamo l’immediato ripristino del servizio di pattugliamento notturno. La sensazione è che le prostitute siano consapevoli della carenza di controlli in questo periodo, e infatti le abbiamo riviste all’opera, sempre più numerose. Non vorremmo scendere di nuovo in piazza e ci auguriamo che possano essere presi subito i necessari provvedimenti».

L’assessore all’Ambiente e alla Sicurezza Gesuino Satta è già a conoscenza del caso e fa sapere che la giunta si sta mobilitando anche in questa direzione. «E stato programmato un incontro con i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine - spiega l’assessore Satta - e l’obiettivo è quello di creare un coordinamento di interventi mirati. Il problema è serio e delicato, ma l’amministrazione intende risolverlo al più presto».

«Non è un attacco ai nuovi amministratori - precisano gli autori della protesta -: è un sos che vogliamo lanciare prima che sia troppo tardi. Cinque anni fa, dopo un’infinita serie di manifestazioni e lamentele, ci siamo lasciati alle spalle una situazione da incubo, quando avevamo persino paura a uscire da casa all’imbrunire. Non deve accadere di nuovo». (s.p.)

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