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Olbia

La Caletta, anomala morìa di pesci nel canale Vivarelli

di Homar Farina
La Caletta, anomala morìa di pesci nel canale Vivarelli

Preoccupazione dei residenti della frazione di Siniscola Il sindaco: «Verranno fatte le analisi per stabilire le cause»

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SINISCOLA. Un’anomala morìa di pesci, per cause da accertare, è stata segnalata da alcuni residenti su un tratto di un canale che attraversa l’abitato della Caletta lungo la via Cagliari.

A preoccupare gli abitanti della zona la salubrità delle acque che sfociano a mare oltre ai i miasmi che le stesse sprigionano a causa della stagnazione delle acque nei periodi di bassa piovosità.

Le cause maggiormente accreditate in caso di fenomeni di questo tipo potrebbero ricollegarsi alla presenza di sostanze nocive lungo il corso delle acque per sversamento, ma non sono rari i casi di eccessivo surriscaldamento dei corsi d’acqua con limitata ossigenazione degli stessi.

Così accadde, seppure con proporzioni ben più evidenti, nel canale di Terramaini a Quartu Sant’Elena a fine giugno, dove le prime indagini scongiurarono la presenza di sostanze alteranti delle acque attribuendo il fenomeno della morìa dei pesci proprio al surriscaldamento.

Il canale centrale che passa all’interno dell’abitato della frazione della Caletta, coperto per un tratto prima di incontrare lo sbocco sull’alveo del Vivarelli, è questione aperta da anni e fonte di discussioni in merito ad un suo utilizzo o semplicemente ad una sua cura in chiave di salute pubblica.

Naufragata negli anni l’idea che il canale Vivarelli potesse divenire navigabile, rimane oggi una questione aperta, dove a piccoli interventi di pulizia e bonifica su alcuni tratti, non segue un’azione mirata e risolutoria del problema, dovuta anche agli elevati costi richiesti.

«Da poco – dice il sindaco Gianluigi Farris – abbiamo svolto degli interventi di pulizia degli argini del canale di via Cagliari, scoprendo che in quel tratto vi è la presenza di fauna da salvaguardare. È nostro interesse già da lunedì inviare sul posto i biologi dell’Azienda sanitaria locale – prosegue il primo cittadino – per fare le opportune verifiche sul fenomeno della morìa dei pesci e verificare se la causa sia effettivamente quella dell’eccessivo surriscaldamento delle acque e la conseguente scarsa ossigenazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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