Morti di Curragghja oggi la celebrazione in piena solitudine
La tragedia 33 anni fa, il sindaco scrive ai parenti delle vittime Silenzio della Regione. Incendi, ignorata la legge della Memoria
TEMPIO. Si celebra oggi con diverse cerimonie il 33esimo anniversario della morte dei nove uomini che sulla collina di Curragghja il 28 luglio del 1983, persero la vita mentre con altre centinaia di persone mal dirette, impreparate e sfornite di attrezzatura e dotazione di sicurezza, lottavano contro un incendio immane, che, dopo avere devastato per sette giorni la Gallura su un fronte di oltre 40 chilometri, stava minacciando da vicino le prime case della città.
I caduti. Claudio Migali, vigile urbano. Diego Falchi, maresciallo forestale. Gigi Maisto, operaio. Mario Ghisu, operaio di Alà dei Sardi. Nino Visicale, impiegato. Salvatore Pala, brigadiere forestale. Silvestro Manconi, operaio. Tonino Manconi, segretario dell’allora Comunità montana e Tonuccio Fara, operaio. Oggi i loro nomi, risuoneranno più volte negli eventi disposti dall’amministrazione comunale.
È una ferita mai rimarginata. «Sono consapevole – scrive il sindaco Biancareddu in una lettera ai familiari dei caduti– che in questo periodo si rinnova per voi un dolore incancellabile. Una ferita che si riapre e brucia come il primo giorno».
Memoria. «La terribile giornata del 28 luglio del 1983 e quelle che subito seguirono –, scrive il sindaco – hanno segnato in maniera indelebile la memoria e la storia della nostra comunità. Avevo 17 anni allora. Di quel giorno ricordo ogni cosa come fosse ieri. Adesso che sono stato chiamato ad amministrare questa città, sento dal profondo del mio cuore l’esigenza di preservare questa “memoria” affinché nessuno dimentichi mai quello che è successo».
L’impegno. La lettera di Biancareddu si chiude con l’auspiciodi poter incontrare, salutare e abbracciare i parenti dei caduti a nome dell’intera città, per condividere assieme a loro «la commozione, l’affetto, la memoria e l’impegno civile a difesa del creato».
Solitudine. Tempio celebrerà questa ricorrenza, come ormai da diversi anni, in piena solitudine. Nel silenzio di una amministrazione regionale assente che, oggi come ieri, dimentica di avere istituito nel 2011, su proposta di Andrea Biancareddu, la Legge numero 13 che decretava che il 28 luglio fosse considerato “Giornata regionale della memoria delle vittime degli incendi in Sardegna”. Mai legge fu più ignorata di questa. Nel silenzio della Regione, ma anche nell’indifferenza del territorio per cui non vale la pena ricordare e stringersi attorno alla città che piange i propri morti.
Sagra della zuppa. Violenta, come ogni anno, è scoppiata in questi giorni la polemica sulla decisione dell’amministrazione comunale di Aggius di continuare imperterrita a svolgere nella giornata del 28 luglio, a qualche chilometro di distanza dalla collina di Curragghja, la Sagra della zuppa. Istituita 19 anni fa, fra le proteste dell’Asfor e di altre associazioni, Aggius, legittimamente, ma forse con poco rispetto della memoria, ha fatto orecchio da mercante.
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