Addio piste ciclabili Bacciu: ripensateci
OLBIA. Davide Bacciu ci è rimasto di stucco. L'ex assessore alla Mobilità, il padre delle piste ciclabili che l'attuale amministrazione si prepara a cancellare, non capisce la scelta e invita la...
OLBIA. Davide Bacciu ci è rimasto di stucco. L'ex assessore alla Mobilità, il padre delle piste ciclabili che l'attuale amministrazione si prepara a cancellare, non capisce la scelta e invita la giunta Nizzi a fare retromarcia. Per Bacciu i percorsi di zona Bandinu e zona San Nicola rappresentano infatti il primo passo verso una città a misura di bicicletta. Per il Comune, invece, come si legge nell’ordinanza firmata dalla dirigente Gabriella Palermo, le piste ciclabili sono sottoutilizzate e inutilmente dispendiose. «Chiedo all'amministrazione di fermarsi e di venire in Consiglio per discutere della mobilità sostenibile – dice l'ex assessore –. Chiedo anche di sentire in commissione Lavori pubblici e Mobilità associazioni, società sportive, professionisti e appassionati». Bacciu, oggi consigliere nel gruppo misto, difende il suo progetto. «Chiedo all'amministrazione se sia più opportuno cancellare le piste oppure migliorarle, implementarle e infrastrutturale e allo stesso tempo formare i cittadini – continua –. Noi abbiamo creato nuove piste e ne abbiamo progettato e finanziato altre di imminente realizzazione, come quelle sul lungomare, sul muro della peschiera e quella di collegherà Poltu Quadu e via Roma. Poi abbiamo chiesto un finanziamento europeo per una pista da Porto Rotondo a Porto Istana. Inoltre abbiamo previsto la realizzazione di piste nelle nuove lottizzazioni». Bacciu, comunque, non resterà con le mani in mano. «Accederò agli atti perché non mi risulta che ci sia mai stata una verifica sul reale utilizzo delle piste, come scritto nell'ordinanza - conclude -. Non mi risulta neanche che le piste fossero iniziative sperimentali. Percorro molto spesso la pista di via Nervi e posso affermare che viene utilizzata sia dai ciclisti che dai podisti. Mi rivolgo ai componenti della maggioranza, affinché non prendano decisioni affrettate di cui qualcuno poi potrebbe essere chiamato a rispondere nelle sedi competenti». (d.b.)
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