Bando sulle lenzuola, una commissione farà chiarezza sulla gara
OLBIA. La Regione mette il naso tra le lenzuola della Asl 2. L’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras, chiederà al collega della Sanità, Luigi Arru, di avviare una indagine sulla gara per il...
OLBIA. La Regione mette il naso tra le lenzuola della Asl 2. L’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras, chiederà al collega della Sanità, Luigi Arru, di avviare una indagine sulla gara per il lavaggio e la sterilizzazione della biancheria vinto da una azienda abruzzese. L’impegno si inserisce nella vertenza portata avanti dai sindacati per salvare la Clea, la lavanderia industriale della famiglia Iervolino in liquidazione volontaria. Sul caso Clea la Piras si è impegnata a convocare l’imprenditore Gianni Iervolino per la fine di agosto. La missione della Regione e dei sindacati è evitare la mobilità di 120 dipendenti, quasi tutte donne. L’assessore si è impegnata a cercare soluzioni alternative per aiutare l’azienda a superare le difficoltà.
Il bando della Asl 2. Al tavolo dell’assessorato hanno partecipato la Cgil (il segretario regionale Filctem Giacomo Migheli, la segretaria territoriale Luisa Di Lorenzo e il coordinatore gallurese Filctem Marino Bussu) e la Cisl (con il segretario Fecma Cisl Sassari-Olbia Luca Velluto) e la Confindustria. Nei giorni scorsi l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, aveva puntato il dito sul bando della Asl olbiese vinto da una ditta abruzzese. L’impresa era stata preferita a un consorzio di imprese sarde per lavare e sterilizzare la biancheria degli ospedali. Il materiale viaggerà prima su gomma e poi in nave per arrivare puntuale a Olbia. L’assessore Piras scriverà una lettera all’assessore Arru per chiedergli di verificare la regolarità dell’aggiudicazione, anche con una indagine interna.
Il caso Clea. La lavanderia industriale, dopo aver perso il lodo arbitrale con la Asl di Nuoro ha scritto in bilancio un passivo di 4 milioni di euro. Come stabilisce la legge i libri contabili sono stati portati in tribunale e la società è stata messa in liquidazione. La Clea non può quindi partecipare alle gare di appalto. Da qui l’ipotesi di tagliare 120 dipendenti, l’intero ramo d’azienda medical. «Apprezziamo l’impegno dell’assessore – afferma il segretario regionale Migheli –. Le risposte sono interlocutorie ma costituiscono un passo avanti per un chiarimento sulle questioni da noi sollevate, bando Asl e Clea. Il nostro compito sarà vigilare sul mantenimento degli impegni». Sulla stessa linea il coordinatore Velluto. «L’impegno comune è trovare soluzioni che evitino il licenziamento dei lavoratori Clea e supervisionare che questo non avvenga».
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