Rischio soppressione per il corso Geometri Ma è subito guerra
Secondo l’Ufficio scolastico regionale non bastano 15 iscritti I genitori minacciano il ricorso al Tar, il Comune è d’accordo
TEMPIO. L’istituto d’istruzione superiore Ferracciu–Pes (costituito oggi da 5 corsi: Ragionieri a Tempio e Valledoria, Geometri e Industriali a Tempio e Professionali a Calangianus), con l’inizio del prossimo anno scolastico, starebbe per perdere la prima classe del Corso Geometri, chiamato più pomposamente dal nuovo ordinamento scolastico Cat (Costruzioni e Ambiente). A deciderlo, in piena solitudine e senza la consultazione delle famiglie e dell’amministrazione comunale sarebbe stato l’Ufficio scolastico regionale, motivando la scelta col fatto che alla prima classe si sarebbero iscritti solamente 15 nuovi alunni.
«Un numero troppo esiguo», avrebbe detto il responsabile dell’Ufficio, contraddicendosi di fatto però, nelle parole e nei fatti, visto che solamente pochi giorni prima aveva autorizzato l’apertura di una prima classe composta da 12 alunni nel Corso Professionale di Calangianus, che è parte integrante dell’Istituto Ferracciu–Pes di Tempio. Se la decisione dovesse passare, significa che entro quattro anni il vecchio Corso geometri, dopo oltre 50 anni di attività, verrebbe a scomparire nell’offerta scolastica tempiese. «Un decisione assurda e inconcepibile – scrive il Movimento genitori nato per l’occasione –, che oltre a depauperare il territorio, calpesta sia il diritto costituzionale del genitore alla libertà di scelta educativa, sia gli stessi ragazzi. Offende la democrazia di un intero territorio, molti giovani del quale, guardano al Cat come obiettivo per crearsi uno sbocco occupazionale». Ma non solo. «Si tratta anche – scrive il movimento – di una chiara discriminazione all’interno dello stesso Istituto, dove con una impudenza inaccettabile, l’Ufficio scolastico regionale applica due pesi e due misure. Accetta una classe con 12 alunni e ne boccia una con 15».
Da parte dei genitori ovviamente, la ferma intenzione di ricorrere al Tar nel caso l’Ufficio scolastico regionale non desse risposte entro tempi accettabili o decidesse per la soppressione della classe. Del problema si è già interessata, nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale con una serie di richieste ai competenti uffici scolastici. «Spero che la decisione rientri subito – dice il sindaco Biancareddu –, in caso contrario saremo fattivamente a fianco dei genitori nell’immediato ricorso al Tar».
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