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Solo 15 iscritti al corso Geometri, la Regione chiude la prima classe

Solo 15 iscritti al corso Geometri, la Regione chiude la prima classe

Secondo l’Ufficio scolastico non ci sono le condizioni minime di legge per attivare il ciclo di lezioni Le famiglie sul piede di guerra contro la decisione presa da Cagliari senza sentire il Comune

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TEMPIO. La prima classe del Cat, il Corso geometri dell’Istituto di istruzione superiore Ferracciu Pes, è stata abolita. La notizia, non ancora ufficiale ma paventata già nei giorni scorsi dalle famiglie e dagli insegnanti, trova una conferma nelle parole del sindaco Andrea Biancareddu. Che annuncia battaglia. Il primo cittadino si era schierato a fianco delle quindici famiglie che d’accordo con i figli avevano, sin dal marzo scorso, optato per questo indirizzo scolastico. L’offerta formativa del Ferracciu, oltre al corso geometri, offre il corso ragionieri a Tempio e Valledoria, geometri e industriali a Tempio e professionali a Calangianus.

A decidere la soppressione della prima classe dei geometri, in piena solitudine e senza la consultazione delle famiglie e dell’amministrazione comunale sarebbe stato l’Ufficio scolastico regionale motivando la sua scelta col fatto che alla prima classe si sarebbero iscritti solamente 15 nuovi alunni. Lo stesso Ufficio che, qualche giorno fa, aveva autorizzato nella stessa scuola l’avvio di una prima classe di 12 alunni per il Corso professionale di Calangianus, parte integrante dello stesso Ferracciu – Pes di Tempio.

Sarebbero quindi due le motivazioni alla base della soppressione. Il numero esiguo di studenti iscritti, troppo basso in base ai parametri di legge fissati per giustificare l’attivazione di una classe autonoma. E un’altra non meglio specificata deroga. La scuola avrebbe già beneficiato in passato di uno strappo alla regola sui numeri. Giustificazioni che hanno mandato su tutte le furie il sindaco Andrea Biancareddu che non sopporta che «all’interno dello stesso istituto si adoperino due pesi e due misure. Da subito ricontatterò le famiglie, la nuova dirigente scolastica appena nominata, e soprattutto l’Ufficio scolastico regionale per studiare una strategia di lotta. Non intendiamo accettare una decisione di questo tipo».

Su tutte le furie anche le famiglie i cui figli avevano scelto di iscriversi al corso geometri e che hanno chiesto di incontrare il sindaco. «Perché, così come è capitato qualche anno fa con le scuole primarie, quando si volevano accorpare alcuni classe ed abolirne delle altre, anche questa volta si ricorra immediatamente al Tar che in quell’occasione diede ragione alle famiglie. L’Ufficio Scolastico Regionale, oltre che creare i presupposti per la distruzione di una scuola – aggiungono le famiglie – viola il principio di eguaglianza e il diritto costituzionale del genitore alla libertà di scelta educativa». La guerra è solo all’inizio. (a.m.)

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