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Olbia

Porto Cervo, aggredisce i volontari del 118: denunciato

di Walkiria Baldinelli
Porto Cervo, aggredisce i volontari del 118: denunciato

Porto Cervo, i soccorritori picchiati dal cognato di un turista soccorso per presunto coma etilico alle cinque del mattino

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PORTO CERVO. Volontari del 118 aggrediti durante un soccorso a Porto Cervo. Domenico Miceli e Gabriele Mura, della protezione civile “Agosto '89” di Arzachena, avevano caricato nell'ambulanza un giovane in presunto coma etilico quando sono stati insultati e picchiati da un parente del turista, che poi loro hanno denunciato al commissariato di polizia. A scatenare l'ira dell'uomo, in stato d'ebbrezza, il rifiuto di far salire sull’ambulanza la moglie del paziente. «È vietato dal protocollo, che consente invece l'accompagnamento di minori», spiega Ezia Orecchioni, presidente dell'associazione di volontariato.

Il soccorso. L'episodio è accaduto alle 4.45 del mattino, a Porto Cervo. La squadra della protezione civile è arrivata poco dopo la richiesta di aiuto lanciata dalla stessa comitiva di turisti napoletani. Uno di loro era sdraiato in terra, in presunto coma etilico. I due volontari, assieme a una collega lo hanno soccorso e caricato sull'ambulanza. Ma al rifiuto di trasportare anche la moglie, il cognato del ragazzo si è avventato sui due soccorritori.

L'aggressione. Non sono valse a nulla le spiegazioni dei volontari. «Prima ci ha insultati, poi ci ha messo le mani addosso», racconta Miceli, 43 anni, volontario da 8 anni nella protezione civile “Agosto '89”. È amareggiato, in tanti anni di servizio non aveva mai subito un'aggressione. «Mi ha sferrato alcuni pugni – afferma – ma sono riuscito a divincolarmi mentre cercava di allungare le mani al collo. Non è stato facile mantenere calma e lucidità. La situazione rischiava di degenerare». Il turista trentenne ha continuato ad apostrofare i soccorritori. Difronte all'ennesimo rifiuto ha picchiato Gabriele Mura: «Prima mi ha dato una gomitata al fianco – racconta il volontario di 28 anni, da 4 anni fa parte dell'esercito degli oltre 100 volontari dell'associazione di Arzachena -. Poi mi ha strappato la divisa e stretto il collo. A quel punto è intervenuto il mio collega, che fortunatamente è riuscito a dividerci. Così ho chiamato il 113».

L'intervento della polizia. In attesa dell'arrivo degli agenti della polizia di Stato del commissariato di Porto Cervo, i soccorritori hanno tentato di far ragionare l'aggressore. «Tentativo inutile. Era evidente che avevano bevuto qualche bicchiere di troppo», affermano. Nel frattempo, la collega dei due volontari si era rinchiusa nell'ambulanza per soccorrere il paziente. Alla fine la famiglia ha firmato il rifiuto del ricovero, mentre ai volontari giunti al pronto soccorso sono stati accertati traumi guaribili in 7 e 10 giorni.

Precedenti e rischi. «Non è un episodio isolato. È il terzo anno consecutivo che le nostre squadre subiscono aggressioni simili – commenta Ezia Orecchioni, presidente dell’associazione – . Sono situazioni gravi in quanto impegnano i soccorritori, lasciando scoperto il territorio in situazioni di grave criticità, come gli interventi ai pazienti in pericolo di vita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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