Mare e rocce, cicche e ombrelloni selvaggi
OLBIA. Nella spiaggia di Mare e rocce, una delle più belle del litorale olbiese, ultimamente ci si trova un po’ di tutto: cicche, ombrelloni selvaggi e anche spazzatura. La denuncia arriva da Lidia...
OLBIA. Nella spiaggia di Mare e rocce, una delle più belle del litorale olbiese, ultimamente ci si trova un po’ di tutto: cicche, ombrelloni selvaggi e anche spazzatura. La denuncia arriva da Lidia Fancello, segretaria cittadina del Partito sardo d’Azione. La Fancello punta il dito contro il comportamento poco civile di alcuni bagnanti e denuncia la mancanza di adeguati ed efficaci controlli lungo le spiagge. «Mare e rocce è preda di cicche e ombrelloni selvaggi – attacca la neosegretaria del Partito sardo d’Azione –. In un arenile dove insieme alla sabbia oramai sono mescolate palette di gelato, mozziconi di sigarette e tappi di birra, gli indolenti abitanti delle villette che costeggiano la spiaggia lasciano piantati i loro ombrelloni per giorni e giorni, fino alla fine delle vacanze, corredando il tutto con spiaggine e bustoni di giochi». Un fenomeno molto diffuso, quello dell’ombrellone selvaggio, che ogni estate interessa anche le spiagge olbiesi. «Il paradosso è che chi arriva dalla città compie la fatica di portarsi dietro ombrelloni e seggiolini, mentre chi sta a pochi metri dalla spiaggia considera troppo faticoso caricarsi il tutto. Visto che ci sono, dunque, si appropriano direttamente di qualche metro di sabbia». Poi un passaggio sui controlli. «In giro non si vede alcun tipo di controllo, né da parte dei vigili urbani né da parte della guardia costiera – continua Lidia Fancello –. E non si vedono neanche assistenti di salvataggio che, per legge e buon senso, dovrebbero essere assegnati dallo stesso Comune in ogni spiaggia del litorale». La segretaria del Psd’Az denuncia anche il poco rispetto per l’ambiente circostante. «A fine giornata, poi, si assiste alla raccolta dei mazzi di gigli selvatici o pancrazi che in questo periodo sbocciano sulle dune a ridosso delle spiagge – conclude Lidia Fancello –. I privati cittadini non possono e non devono intervenire da soli, ogni volta, contro l’ignoranza e la superficialità dilagante. Sarebbe quindi auspicabile un invervento mirato da parte dell’assessorato comunale all'Ambiente in sintonia con la polizia municipale e la guardia costiera. È una situazione degradante e inaccettabile, per i residenti e per quei turisti che amano la nostra isola».
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