La solidarietà nel sangue tutti in kayak con l’Avis
Successo dell’iniziativa organizzata dall’associazione e da Francesco Gambella Una lezione gratuita con il canoista per un gruppo di giovani donatori di agosto
OLBIA. Sport e solidarietà: un binomio ancora una volta vincente. La dimostrazione è arrivata dal progetto “La solidarietà non va in vacanza” firmato dall’Avis in collaborazione con la Ask Kayak Expedition di Francesco Gambella.
Nel mese di agosto, ad alcuni dei giovani che sono andati a donare il sangue (e tutti di età compresa tra i 18 e i 30 anni) è stata regalata una lezione gratuita in kayak. Ne hanno usufruito 5 ragazzi a settimana ed è stato un doppio successo. Il numero dei giovani donatori è cresciuto e, nello stesso tempo, coloro che hanno compiuto questo importantissimo gesto d’amore hanno avuto la possibilità apprezzare una disciplina sportiva che non conoscevano.
Più che soddisfatti gli organizzatori. «E’ stata un’esperienza speciale - ha detto subito Agostino Chiaffitella, presidente dell’Avis di Olbia -. Da sempre il nostro obiettivo è far crescere il numero dei donatori perché il bisogno di sangue continua a essere un’emergenza. Questa iniziativa ha avvicinato moltissimi ragazzi alla donazione e grazie all’opportunità di una lezione gratuita in kayak con Francesco Gambella, i nostri giovani donatori di agosto, che sono solitamente una trentina, sono saliti a sessanta. Uno stimolo a continuare in questa direzione e a pensare a nuovi progetti».
E uno che la solidarietà ce l’ha davvero nel sangue è Francesco Gambella. Una vita, la sua, affrontata sempre con spirito di avventura e, sempre e comunque, pensando agli altri, alle tante persone che soffrono.
«Sono stato operato da piccolo, quando avevo solo 7 mesi - racconta Gambella -, e se sono vivo lo devo alla buona sanità, a un’assistenza immediata e al sangue che ho ricevuto in dono. Per me, di conseguenza, è stata una gioia immensa partecipare a questo progetto e sono più che soddisfatto dei risultati raggiunti. Tantissimi i giovani che hanno risposto all’appello con entusiasmo e questo è proprio il bello dell’Italia: un Paese che continua a stare in piedi, grazie all’esercito di volontari sempre pronti a dare una mano». (s.p.)
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