Arrestato e scarcerato il presunto coltivatore di 10 piante di canapa
Un 40enne di Olbia, è stato fermato con 2 taniche d’acqua Per la Guardia di finanza andava ad innaffiare la marijuana
CALANGIANUS. Una piantagione di canapa indiana in piena fioritura e pronta per essere raccolta è stata individuata, dalla guardia di finanza di Olbia, nelle campagne di Calangianus. Le operazioni di controllo e piantonamento della piccola piantagione, una decina di piante alte oltre un metro e mezzo, hanno portato al fermo, sabato pomeriggio, di un olbiese di 40 anni, G.P., che era stato fermato poco lontano dalla piantagione, in aperta campagna, con due tanica d’acqua, ritenute utili ad innaffiare le piante. L’arresto del giovane non è stato però convalidato, ieri mattina, dal gip del tribunale di Tempio Elisabetta Carta la quale ha ritenuto valide le argomentazioni avanzate dal difensore dell’uomo, l’avvocato Giampaolo Murrighile, che ha posto seri dubbi sul fatto che il suo cliente, fermato a distanza dalla piantagione, nelle desolate campagne tra Calangianus e Telti, fosse il “coltivatore diretto” che curava quella decina di piante di Erba. Per questi motivi il gip ha disposto l’immediata scarcerazione del giovane per carenza di prove mentre il procedimento penale a suo carico aperto dalla procura della Repubblica dopo il rapporto informativo della guardia di finanza va avanti. Stando all’operazione condotta dal nucleo antidroga della guardia di finanza di Olbia, che ha operato con l’ausilio delle unità cinofile e dei cani antidroga Zatto e Ral, la piantagione, posizionata in un terreno incolto e nascosta tra vegetazione mediterranea e arbusti, era stata impiantata e seguita per alcuni mesi dall’ignoto coltivatore, che sistematicamente innaffiava le piantine di canapa indiana per consentirne la crescita e l’infiorescenza. Per diversi giorni i militari hanno presidiato la zona e controllato i movimenti delle persone che frequentavano quelle campagne, sin quando, sabato scorso, non hanno fermato il giovane G.P. che trasportava due taniche d’acqua. Stando al rapporto denuncia quell’acqua serviva per innaffiare le piantine di hascisc, mentre per il difensore il fatto che il suo cliente sia stato fermato lontano dalla piantagione lascia ipotizzare che l’acqua servisse anche per altri scopi.
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