Il re delle corse è di Santa Teresa
L’allevatrice Giovanna Picconi racconta la storia del cavallo Urge di Gallura: «Una bomba atomica»
SANTA TERESA. La storia di Urge di Gallura, il purosangue arabo di tre anni dominatore indiscusso delle corse del 2016, imbattuto dopo cinque gare e fresco vincitore alle Emirates Equestrian Federation International Stakes di Newbury, è soprattutto quella di un amore che bagna gli occhi. L'allevatrice Giovanna Picconi la racconta con un po' di timidezza nella sua casa di Lu Cuppuneddu, pochi chilometri da Santa Teresa, dopo aver finito le mansioni quotidiane all'interno dell'azienda "Allevamento di Gallura" che fino a qualche mese fa portava avanti con il suo compagno Antonio Murru, scomparso a 75 anni per un male incurabile. «Mi chiedeva quando avrebbe corso - ricorda- perché sentiva di non avere più tempo. Se ne è andato a febbraio e un mese dopo Urge ha vinto la sua prima gara». Ne sarebbero arrivate ancora, una dopo l'altra, tra San Rossore di Pisa e Le Capannelle di Roma. Solo successi e per Giovanna ogni volta una sensazione, sempre più forte, di vedere in quel cavallo che correva veloce lo spirito indomito di un uomo che per tutta la vita aveva costruito per arrivare a quel sogno di gloria. «Per 20 anni abbiamo lottato per questa azienda ma ad un certo punto io volevo mollare - ricorda- è stato lui a dirmi che sarebbe arrivato il momento giusto e che bisognava incrementare, nonostante la crisi. Oggi c'è Urge e lui non ha potuto vederlo, anche se, sarò matta, sembra quasi che corra insieme a lui».
Dopo tanti anni di lavoro come apprezzato corallaro, con la grande passione anche per le corse rally, di cui è stato campione negli anni 70, Antonio aveva ancora tantissima volontà. E l'intuizione giusta. «Abbiamo creato una linea di sangue importante, investendo tanto e poi gli bastava vederli muoversi nel campo - ricorda ancora Giovanna - per capire che sarebbero diventati campioni». Allenato a Pisa da Endo Botti per la Razza Latina e guidato al suo ultimo prestigioso successo dal fantino ozierese Antonio Fresu, Urge, soprannominato "bomba atomica", figlio di Caligola ed Elettra di Nulvi, è oggi l'idolo degli ippodromi italiani. L'ultimo successo, quello della consacrazione inglese, ha consentito a Giovanna di indossare un cappellino english style per l'evento. «Ho sempre avuto questo sogno - racconta- ma pensavo che sarebbe stato inopportuno metterlo a Chilivani». Ma a Newbury ci stava eccome, anche se per il viaggio ha rinunciato ad ogni confort: «Mi hanno presa in giro perché sono arrivata in camion - dice- ma questa è la mia vita, mia e di Antonio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
