Ciboddo e la magia degli stazzi
Pubblicata la nuova raccolta di poesie dello scrittore gallurese
TEMPIO. Un nuovo libro di poesie arricchisce la già notevole produzione di opere di Pasquale Ciboddo, scrittore gallurese giustamente annoverato tra i maggiori esponenti del panorama letterario sardo. S’intitola “Abà Come Abà” (“Ora Come ora”), contiene ventidue poesie inedite e, come spesso fa Ciboddo, il testo in sardo gallurese è accompagnato da una traduzione in italiano.
La silloge poetica (Soter Editrice) figura nel catalogo della "Piccola collana di Memorie" curata da Salvatore Tola e vi compare come il ventisettesimo titolo di un elenco che accoglie tanti altri nomi di prestigio del mondo culturale isolano. Prezzo di copertina abbordabile (5 euro), ma con l’inconveniente di una tiratura limitata. “Abà Come Abà” riconferma le qualità dello scrittore, che, come riconosce Giuseppe Spano, curatore dell’editing, nella sua bella introduzione al volume, «esprime appieno proprio nella creazione lirica tutta la sua enorme vena poetica». Spano rileva anche la coerenza delle scelte tematiche della poetica di Ciboddo, scrittore di cui si sono occupati alcuni dei più noti nomi della critica letteraria nazionale come Giorgio Barberi Squarotti, Antonio Piromalli, Ferruccio Monterosso e Leonardo Sole. «I temi ricorrenti della campagna, dei fiumi, degli alberi, dei campi e del lavoro dell’uomo vengono ripresi in un continuo di richiami della memoria a un passare lontano più nel tempo che nello spazio, con nuove immagini per antichi ricordi di momenti di festa». Un mondo idilliaco che rievoca la magia sopita del vecchio mondo degli stazzi.
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